Prove di soccorso dopo la valanga

17 Marzo 2019

Roccaraso, tre giorni di esercitazioni coi finanzieri di 12 stazioni Sagf italiane

ROCCARASO. Si sono concluse le esercitazioni in valanga e ricerca dispersi sugli Altipiani maggiori d’Abruzzo. I test sono durati tre giorni e che hanno visto il coinvolgimento di 30 tecnici del Sagf (Soccorso alpino della Guardia di finanza), appartenenti a 12 stazioni Sagf dislocate sull’arco alpino e appenninico della penisola. I finanzieri sono stati coadiuvati da un elicottero AW 139, giunto dal Centro aviazione di Pratica di Mare della Finanza, e sono stati supportati, per la parte sanitaria, dall’Unità di soccorso piste della Croce rossa di Pescara. L’esercitazione ha visto anche l’impiego di 8 unità cinofile addestrate per la ricerca di persone travolte in valanga. L’addestramento, sia teorico che pratico, rientra nel piano formativo dei finanzieri specializzati nelle “Tecniche di soccorso alpino” con l’obiettivo di potenziare le sinergie e di rendere sempre più efficace l’attività di soccorso congiunta in caso di calamità o eventi che possano comunque mettere in pericolo l’incolumità delle persone. Sono state simulate varie metodologie di intervento attraverso l’utilizzo di tecnologie e di strumenti all’avanguardia, quali i sistemi denominati “Artva” (apparecchi di ricerca in valanga), “Recco” (sistema elettronico ricerca persone disperse), Gps, droni e radio digitali. È stato inoltre illustrato il funzionamento della termocamera “Pulsar”, utilizzata per il rilevamento di oggetti fino a 1800 metri di distanza e dotata di telemetro laser, di videoregistratore integrato e di sensore termico. L’apparecchio è stato utilizzato nella ricerca dispersi, nel corso della quale, nonostante il terreno innevato, è stata individuata una persona di cui si erano perse le tracce. Le simulazioni hanno previsto anche la costituzione di un centro di coordinamento dei soccorsi sul posto. L’esercitazione ha fornito l’occasione per valorizzare e veicolare, da un lato, il ruolo fondamentale svolto dal Sagf nel dispositivo nazionale di soccorso in ambiente montano e, dall’altro, le funzioni di supporto, grazie alle qualifiche di agente e ufficiale di polizia giudiziaria rivestite dai suoi appartenenti, all’autorità giudiziaria. Tali qualifiche rappresentano infatti il tratto distintivo rispetto agli altri operatori del soccorso e consentono ai finanzieri del Sagf di curare i profili di rilevanza penale connessi, in particolare, alla scomparsa, al decesso o al suicidio di una persona in ambiente montano o comunque impervio.