Provenzano: servono altri 6 miliardi per ultimare i lavori

Il responsabile dell’Ufficio: se il Governo mantiene gli attuali standard tra 4-5 anni sarà tutto finito L’assessore Fabrizi: lavoriamo un maggior numero di pratiche e liquidiamo i Sal più velocemente
L’AQUILA. L'Aquila è stata ricostruita per il 78 per cento. In non più di quattro-cinque anni, i cantieri della ricostruzione privata saranno tutti completati, frazioni comprese. Entro due anni verrà definita la fase istruttoria delle pratiche.
Scadenze dettate – numeri alla mano – dal responsabile dell'Usra, Salvo Provenzano, dal sindaco, Pierluigi Biondi, e dall'assessore alla Ricostruzione, Vittorio Fabrizi. La linea di demarcazione è rappresentata dai flussi finanziari: il fondo residuo in cassa, al momento, non supera 1 miliardo e 300 milioni di euro, dei 5 miliardi e 100 milioni programmati dal governo Renzi con la legge di stabilità del 2015. Risorse che serviranno a coprire il fabbisogno stimato per il 2020 e parte del 2021, «ma servono altri due 2 miliardi di euro per portare a termine la ricostruzione della città, per la parte privata, che salgono a 4 miliardi e mezzo per l'intero cratere». Non a caso, Biondi ieri è tornato a battere cassa al Governo, «anche in virtù di un modello L'Aquila che», ha detto, «quando ci sono le condizioni per agire, ha dimostrato di funzionare. Nel 2020 si esauriscono i finanziamenti plueriennali e bisogna trovare altre risorse: circa 4 miliardi di euro, secondo le stime dell'Usra e dell'Usrc. Una cifra importante, ma non impossibile per le casse dello Stato». Altro punto di snodo, il personale in servizio all'Ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila, che conta attualmente 65 unità «e che deve restare tale», è il monito di Provenzano, «per procedere spediti come negli ultimi mesi». Un’accelerata frutto anche delle azioni intraprese dall'assessore alla Ricostruzione, Fabrizi: pagamento più veloce dei Sal, nuovo cronoprogramma, avvio dei commissariamenti, con il primo sorteggio eseguito qualche settimana fa, e dei progetti unitari, partendo da Poppletum.
LA RICOSTRUZIONE ACCELERA. Nel 2019 l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila ha emesso complessivamente 660 pareri, con l'erogazione di circa 290 milioni di euro di contributi per la ricostruzione privata. Il monte complessivo dei contributi concessi è arrivato a circa 5 miliardi e 700 mila euro, poco più del 77% rispetto alle quasi 30mila domande presentate. «Nel 2021 verrà ultimata l'attività istruttoria», ha confermato Provenzano, «per la chiusura di tutti cantieri serviranno altri quattro, cinque anni. Ma alle condizioni attuali, compreso il personale. Il cronoprogramma precedente, giustamente, privilegiava il centro storico; oggi ci stiamo concentrando sulle frazioni».
Per il centro storico, entro il 2020 saranno evase completamente le istruttorie: «Attendiamo ancora la presentazione di una decina di pratiche. Per concludere l'istruttoria mancano un'ottantina di schede parametriche parte seconda».
È aumentato anche il numero di pratiche istruite: nel 2018 erano state evase 120 schede parametriche parte seconda, quest'anno 152.
FONDI CERTI. «Stimiamo un fabbisogno di 5 miliardi e mezzo per concludere i processi di ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del cratere», ha proseguito Provenzano, «almeno altri 4 miliardi dovranno essere inseriti nella finanziaria 2021 per poter programmare gli interventi». E sul flusso finanziario, che non va interrotto, ha posto l'accento anche il sindaco: «Finora lo Stato ha assicurato 18 miliardi di euro. Abbiamo ancora dei fondi a disposizione per garantire la copertura finanziaria della ricostruzione privata, ma già dalla prossima legge di Bilancio, quella per il 2021, sarà necessario avere dei trasferimenti certi».
PIÙ CANTIERI. L'assessore Fabrizi ha elencato gli ultimi provvedimenti: «Lavoriamo un maggior numero di pratiche rispetto agli anni passati e liquidiamo i Sal più velocemente, con pagamenti entro 40 giorni: a fronte di 500 richieste nel 2019, sono stati liquidati 700 Sal. Sono partiti anche i commissariamenti per i consorzi non costituiti».
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