Provincia condannata a pagare i cacciatori

27 Aprile 2018

L’Atc Avezzano vince il contenzioso legale: 80mila euro per ripopolamenti o risanamenti ambientali

AVEZZANO. Una sentenza di condanna nei confronti della Provincia dell’Aquila per un contenzioso con l’Ambito territoriale di caccia di Avezzano. Una somma di denaro di circa ottantamila euro che la Provincia dovrà risarcire. Si tratta di fondi che la legge regionale sulla caccia ha previsto a favore dell’Atc e che la Provincia negli anni ha rimborsato solo in parte. In pratica, fondi ordinari di finanziamento e rimborsi dei compensi ai revisori dei conti. La questione riguarda somme che vanno dal 2005 a oggi. La sentenza è stata emessa dal tribunale civile dell’Aquila su istanza dell’Atc. È stato emesso quindi un decreto ingiuntivo. Una decisione che arriva dopo anni di richieste e istanze. «Il comitato di gestione, prima di arrivare alle vie legali tramite decreto ingiuntivo», ha spiegato il presidente dell’Atc di Avezzano, Giacomo Di Domenico, «aveva tentato tutte le strade del dialogo con l’Ente interessato, ma mai si sono avute risposte serie, anzi qualche volta sono stato schernito da qualche dirigente della Provincia, minacciando addirittura di commissariare l’Atc. Non vi sono responsabilità personali di chi ha amministrato negli anni passati l’Atc, tanto che si è dovuto rinunciare a numerose attività che hanno penalizzato il mondo venatorio, quello agricolo e ambientalista». Grazie alla sentenza, all’Atc sperano che il prossimo comitato di gestione (che si rinnoverà tra qualche mese) potrà riprendere tutte quelle attività che negli anni passati sono mancate. «Ritengo doveroso ringraziare tutto il comitato che mi ha sostenuto in questa brutta vicenda», ha aggiunto Di Domenico, «sperando che ora si capisca l’importanza di mantenere un giusto rispetto fra enti che dovrebbero dialogare per il bene di tutti i cittadini, senza nessuno escludere». Queste somme recuperate permetteranno di fare interventi programmati, come quelli di miglioramento ambientale a favore degli agricoltori, oppure ripopolamenti adeguati da selvaggina e anche azioni di natura ambientale come il ripristino di vecchi fontanili abbandonati come fatto negli anni passati. Tutte attività che fino a oggi erano state sospese. «La situazione», ha specificato Di Domenico, «è stata ereditata dal passato e l’attuale dirigenza della Provincia non ha colpe». (p.g.)
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