Provincia, eletti Caruso e 10 consiglieri

Il neo presidente ha ottenuto oltre 56mila voti “ponderati”. A Calvisi il maggior numero di preferenze
L’AQUILA. Sono 10 i neo-eletti del nuovo consiglio provinciale dell’Aquila che affiancheranno il presidente, il sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso. Nel seggio unico di via Monte Cagno, sede della Provincia, domenica hanno votato 801 sindaci e consiglieri dei comuni, sui 1204 aventi diritto nei 105 comuni della provincia. Ieri pomeriggio a Palazzo Silone sono stati proclamati i 10 consiglieri che erediteranno un ente per anni sull’orlo della dismissione, salvato dal referendum costituzionale del dicembre scorso. Per stabilire gli eletti in consiglio è stato usato il meccanismo del voto ponderato, che tiene conto del “peso” dei Comuni in base alla popolazione. Le liste presentate erano tre: Forza Popolare, espressione del centrodestra, Uniti per la Provincia, espressione del centrosinistra, e Provincia Insieme per l’area centrista. Il neo-presidente Caruso ha ottenuto 56.221 voti “ponderati”. Gli eletti sono Mauro Tirabassi, Roberto Giovagnorio, Alfonsino Scamolla, Alberto Lamorgese per la lista Provincia Insieme; Vincenzo Calvisi, Pierluigi Del Signore, Gianluca Alfonsi per Forza Popolare; Fabio Camilli, Lelio De Santis, Fabio Ranalli per Uniti per la Provincia. Il più votato in assoluto è stato l’aquilano Vincenzo Calvisi, con 8.100 voti “ponderati”: «Il mio impegno è da subito per L’Aquila e il comprensorio dei comuni del cratere», è il commento a caldo di Calvisi.
Soddisfazione viene espressa anche da Mario Mazzetti, segretario provinciale del Pd. «Nonostante le maggioranze delle città dell’Aquila, Avezzano, Sulmona e Celano siano ad appannaggio di altre forze politiche, siamo riusciti a ottenere un consenso che ci ha visto eleggere tre consiglieri con il 25% dei consensi. Il dato clamoroso delle schede bianche pari al 32 per cento dei voti è un segnale da non sottovalutare. Il centrosinistra ha dimostrato che, nonostante le recenti sconfitte elettorali, avrebbe potuto vincere le elezioni provinciali se fosse rimasto unito e coeso».
«Numeri alla mano», continua la nota di Mazzetti, «se alcuni consiglieri della maggioranza regionale avessero dimostrato maggiore coerenza politica nei confronti della loro appartenenza, il risultato adesso sarebbe stato ben diverso». (r.p.)
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