Provincia, ex dirigente a giudizio contabile
Restauri nelle scuole di Avezzano e Sulmona: contestato a Specchio danno di quasi 500mila euro. Prosciolti Del Corvo e Fattore
L’AQUILA. La Procura della Corte dei conti scagiona l’ex presidente della Provincia Antonio Del Corvo e l’ex assessore Mauro Fattore mentre cita a giudizio l’ex manager dell’ente, Valter Angelo Specchio: al centro dell’indagine una vicenda lontana negli anni ma ancora attualissima, ovvero presunte irregolarità contabili sui restauri degli istituti scolastici di Avezzano e Sulmona lesionati dal sisma del 2009. Secondo le accuse, che ricalcano quelle della Procura nel processo in corso, si trattava di lavori e spese che si potevano evitare cercando soluzioni alternative su dove far tenere le lezioni nel post-terremoto. L’accusa (caduta) per Del Corvo, ex presidente dell’ente appaltante, era di danno erariale per 4milioni e 700mila euro inducendo in errore l’ufficio ricostruzione. Fattore era coinvolto solo nella veste di estensore della delibera del 2011. Entrambi sono stati assistiti dall’avvocato Carlo Benedetti.
«La Procura ritiene», scrive il pm Massimo Perin, «che l’ex presidente della Provincia e l’ex assessore, per il ruolo e la funzione rivestita, non abbiano avuto un’incidenza sufficiente per avviare nei loro confronti il presente atto di iniziativa con assenza di profili di grave colpa. Diverso il discorso sul direttore generale. La sua responsabilità risiede nell’essersi fatto promotore delle proposte di cui sopra e poi recepite con atti di giunta provinciale in quanto non c’è dubbio che a dirigenti di elevata professionalità e con attribuzioni di direzione sia richiesto un particolare grado di diligenza e perizia. In ragione di ciò la determinazione del grado della colpa deve essere compiuta tenendo conto, soprattutto, della qualità dell’agente».
Restando in argomento il pm dice che in tema di lavori pubblici «emergono i tratti di una conduzione volutamente disorganizzata e confusa con la conseguenza di rendere difficoltosi gli accertamenti sulla regolarità delle procedure quanto le fasi del controllo avvalendosi, il convenuto, di una sistematica attività illegittima».
Va anche detto che le responsabilità erariali sono diminuite di molto. «Si ritiene», dice il pm, «che il danno risarcibile possa essere determinato in 478mila euro e che sia comprensivo del danno di disservizio, che ricorre nelle situazioni di mancato conseguimento della legalità, dell’efficacia, dell’efficienza, dell’economicità e della produttività dell’azione amministrativa».
Il processo contabile, con accuse ancora tutte da provare, si terrà il 13 dicembre prossimo mentre le memorie dovranno essere presentate entro il 22 novembre.
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