Provincia, sit-in dei dipendenti in prefettura

7 Ottobre 2017

Taglio delle risorse, servizi ridotti, personale in difficoltà. La Fp Cgil chiede un confronto in Regione

L’AQUILA. Anche i dipendenti della Provincia dell’Aquila hanno partecipato allo sciopero nazionale indetto da Cgil, Cisl e Uil contro la legge di riordino degli enti, la cosiddetta legge Delrio, avviata nel 2014 e non ancora attuata.
Di fatto, tutte le province italiane vivono una situazione di disagio, legata all’incertezza e al taglio delle risorse e alle conseguenti difficoltà nell’erogare servizi di qualità. In città si è svolto un sit-in di protesta. «La Provincia è un contenitore vuoto», affermano Francesco Marrelli e Federica Benedetti, della Fp-Cgil, «anche perché, all’indomani di un esito referendario che ha mantenuto in piedi questi enti, ancora non si chiarisce come dovrebbero andare avanti, privi di risorse economiche certe e di risorse umane, visto il mantenimento del blocco del turn over. Problemi che incidono sul funzionamento di tutti i settori – viabilità, edilizia scolastica, polizia provinciale – per non parlare di quei settori che si trovano in un limbo, come le Politiche del lavoro».
Secondo la Fp-Cgil, «in particolare i dipendenti dei Centri per l’impiego lamentano di non riuscire a identificare il datore di lavoro, dato che operano in assegnazione temporanea alla Provincia senza essere inseriti nei ruoli organici, non appartengono alla Regione, che ha ripreso la funzione ma non i dipendenti, e non hanno né crescita professionale, né economica».
C’è anche il problema dei 33 precari, impiegati proprio nei Centri per l’impiego. «In mancanza di un assetto definitivo e chiaro delle politiche attive», aggiungono Marrelli e Benedetti, «resta in bilico la possibilità di stabilizzare chi svolge da oltre 10 anni il servizio, nonostante il testo unico del pubblico impiego fornisca tutti gli strumenti necessari alla stabilizzazione. Nei prossimi confronti chiederemo che venga definito una volta per tutte l’assetto delle politiche attive, insieme alle risorse necessarie alla stabilizzazione e al potenziamento del servizio».
Il sindacato chiede che insieme ai tavoli in conferenza unificata, venga aperto anche un confronto con la Regione per pianificare e chiarire intenti e risorse. «È necessario che le decisioni e gli strumenti disponibili a livello nazionale vengano concretizzati. Tutto ciò», conclude la Fp-Cgil, «passa da una seria politica di programmazione e confronto con le parti sociali da parte della Regione».
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