Provinciali, tempo di epurazioni

24 Dicembre 2021

Giovagnorio vuole Cofini fuori dal Cam: fedele a Fracassi che ha sostenuto Caruso 

AVEZZANO. Arrivano le prime reazioni collaterali del post elezioni provinciali. È stata chiesta la testa del membro del consiglio di gestione del Cam, Marco Cofini, uomo vicino al consigliere di maggioranza Ernesto Fracassi. Quest’ultimo ha scelto di candidarsi con il rieletto presidente della provincia Angelo Caruso, mentre la sua maggioranza, guidata dal sindaco provvisoriamente sospeso Gianni Di Pangrazio, ha sostenuto lo sfidante, il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio. Una mancanza di fiducia, quella nei confronti di Cofini, motivata da questioni tecniche e una presunta incapacità di ricoprire quel ruolo. Accuse che però arrivano proprio a pochi giorni dell’esito elettorale e che secondo i più maliziosi sono proprio una lampante e diretta conseguenza della decisione di Fracassi di votare contro la maggioranza, addirittura candidandosi con la lista avversaria. Un’istanza di rimpiazzo del membro del consiglio di gestione è stata richiesta anche dallo stesso sindaco di Tagliacozzo in qualità di socio del Cam, che ha inviato al presidente del consiglio di sorveglianza, Alfredo Chiantini, e per conoscenza a Di Pangrazio e al sindaco facente funzione Domenico Di Berardino, una lettera chiedendo di provvedere, a inizio dell’anno prossimo, «a un supporto più adeguato, nelle more di un completo ripensamento dell’organo gestionale che pur non dovrà tardare a venire». Ma mentre in comune si lavora anche in direzione di un rimpasto, ad aggiungere bailamme ci ha pensato l’ex sindaco Gabriele De Angelis che parla di una città e una Marsica «emarginate» a causa di una «autarchia politica» che ruota attorno a Di Pangrazio. «Dopo il risultato delle elezioni provinciali», afferma De Angelis, «si propaga il giudizio per il quale i politici marsicani sarebbero autolesionisti. Convengo. È autolesionista improntare una competizione elettorale provinciale su basi campanilistiche mentre la matematica ti castiga già prima di scendere in campo ed è autolesionista relegare il territorio in anacronistiche lotte di campanile più confacenti a una curva di uno stadio che a una visione politica matura al passo con i tempi». Secondo De Angelis: «La città capoluogo della Marsica è imbavagliata e impastoiata nelle personali vicende giudiziarie del sindaco che dovrebbe avere il minimo senso di responsabilità istituzionale di fare un passo di lato per dare la possibilità all’elettorato di scegliere il proprio sindaco e non di doverne sorbire uno della famiglia». (p.g.)
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