«Provvedimenti urgenti per l’economia»

22 Gennaio 2017

Apindustria: serve subito la messa in campo di strumenti di sostegno alle imprese colpite

L’AQUILA. Freddo, paura, disagi a non finire. Ma gli eventi sismici e la neve copiosa dei giorni scorsi hanno creato problemi anche al tessuto economico.

Massimiliano Mari Fiamma di Apindustria lancia un appello alle istituzioni: «Urge immediatamente la messa in campo di strumenti di sostegno quali il rinvio di ogni scadenza, la possibilità di sospensione delle rate di mutui e prestiti senza costi, l’accelerazione dei risarcimenti (facendoli precedere ai controlli burocratici riservati a una fase successiva), il blocco di ogni cartella di riscossione e, non ultimo, la paralisi della procedura di recupero delle tasse del sisma 2009».

Quest’ultima fattispecie, già bollata dall’Ue con la condanna nella procedura d’infrazione, secondo l’esponente di Apindustria «è oggi un fatto nazionale che può quindi vedere in prima linea il governo con una facile soluzione di blocco momentaneo o addirittura di condono. Per il resto», questo l’auspicio, «il presidente D’Alfonso e la sua giunta, l’intero consiglio regionale, i sindaci coinvolti e i parlamentari locali devono finalmente fare fronte unico, abbandonando convenienze politiche e macabre campagne elettorali, per azioni di politica vera al solo scopo di evitare la morte delle aree interne e della loro economia», sottolinea ancora Mari Fiamma.

Del resto, non esiste più un’area del cratere da circoscrivere, ma «l’intero arco appenninico è ormai soggetto a fenomeni climatici e naturali senza precedenti e considerato alla stregua di un inferno dantesco», dice Mari Fiamma. Va quindi salvaguardata l’economia ancora attiva «proteggendola come il panda in via d’estinzione, va trovato il modo di sostenere, anche con strumenti impopolari come i fondi perduti, le strutture e le infrastrutture turistiche in attesa che si possa tornare a promuovere il territorio, l’allevamento e l’agricoltura, le produzioni tipiche e le eccellenze del territorio dovranno trovare spazio in una politica di “zona franca” reale da far digerire con forza anche all’Ue».

Apindustria, infine, dice «basta ai politici ultraconservatori, ai “vincolisti” e a tutte queste associazioni ambientaliste che hanno purtroppo trovato spazio nelle scelte decisionali regionali (vedi delibera Sic-Zps) a scapito solamente dell’economia delle aree interne».

©RIPRODUZIONE RISERVATA