Provvisionali da restituire Regione chiamata in causa

9 Gennaio 2018

L’AQUILA. Prima udienza, in sede civile, per uno dei procedimenti intrapresi dalla presidenza del Consiglio dei ministri per la restituzione delle provvisionali concesse con sentenza del tribunale a...

L’AQUILA. Prima udienza, in sede civile, per uno dei procedimenti intrapresi dalla presidenza del Consiglio dei ministri per la restituzione delle provvisionali concesse con sentenza del tribunale a favore dei parenti delle vittime del sisma dopo il processo alla Commissione Grandi rischi. Una sentenza poi riformata in Appello per insufficienza di prove circa la responsabilità degli imputati nei confronti delle parti civili.
Ritenuto che l’assoluzione in forma dubitativa non abbia effetto preclusivo nel giudizio civile, l’avvocato Guido Fioravanti, uno dei destinatari della richiesta, si difende trattenendo la provvisionale come acconto sul maggior dovuto, e domanda il risarcimento di tutti i danni subìti alla presidenza del Consiglio dei ministri in seguito alla scomparsa dei genitori. Inoltre, estende la domanda nei confronti della Regione, che fa capo alla Protezione civile regionale.
«Si ravvisano, infatti», spiega Fioravanti, «gravi responsabilità degli enti nella gestione della emergenza derivante dallo sciame sismico in atti nei mesi precedenti al 6 aprile 2009. Le istituzioni infatti, violando espressi obblighi di legge, hanno fornito informazioni inesatte e prive di fondamento scientifico e mostrato inadeguatezza nella prevenzione, nella comunicazione e nell’informazione, oltre che la totale assenza di protocolli di sicurezza. Inadeguata è stata anche la risposta risarcitoria: lo Stato italiano, infatti, non prevede risarcimenti a favore dei parenti delle vittime di calamità naturali, contrariamente al principio di derivazione comunitaria che tutela il diritto alla vita (articolo 2 della convenzione europea dei diritti dell’uomo) e ne reprime ogni violazione».
Il giudice Monica Croci ha autorizzato la chiamata in causa della Regione e fissato la prossima udienza al 7 maggio. L’avvocato Fioravanti, che sta in giudizio personalmente, è assistito dai legali Gianna Giardini e Gregorio Equizi.