Pubblica foto hard della sua ex, arrestato

L’imprenditore di Luco dei Marsi crea falsi profili su siti specializzati in incontri. Finisce nei guai anche un complice
AVEZZANO. Pubblica le sue foto senza veli nei siti specializzati in annunci per incontri a luci rosse. Così un imprenditore di Luco dei Marsi finisce nei guai per una caso di revenge porn (pornovendetta) ai danni della sua ex compagna. Il marsicano è accusato del reato di pubblicazione di materiale a sfondo sessuale, violazione di domicilio e atti persecutori nei confronti della donna con la quale aveva intrattenuto in precedenza una relazione. Nella vicenda risulta coinvolto anche un secondo uomo di nazionalità romena, residente ad Avezzano, alle dipendenze dell’imprenditore. Per lui l’accusa è di aver rubato il telefono della vittima. Entrambi sono finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico (omettiamo i nomi a tutela della donna). Le misure cautelari eseguite dagli agenti del commissariato di polizia sono state richieste dal pm Maurizio Maria Cerrato. Secondo le accuse, dopo la fine della relazione sentimentale con la barista 35enne, l’imprenditore aveva creato dei profili falsi su dei siti di incontri a luci rosse a nome della ex compagna. La donna è stata contattata ripetutamente da tutta Italia al suo numero di cellulare da uomini che avevano visto le sue foto su vari siti web per adulti. La sua vita era diventata un inferno. Incredula di quanto le stesse accadendo, la barista ha deciso di indagare nel cyberspazio riconoscendosi da un tatuaggio in alcuni annunci a sfondo sessuale con tanto di foto osé che l’ex fidanzato le aveva scattato durante la loro relazione. In preda alla disperazione, la donna ha chiesto aiuto a un’associazione antiviolenza della Marsica che le ha offerto un supporto legale consentendole di sporgere una denuncia. In particolare, la 35enne ha raccontato anche che un giorno il dipendente dell’imprenditore si è infilato dentro la sua macchina per rubargli il cellulare che è stato cercato sia a casa del romeno che del suo datore di lavoro nel corso di due diverse perquisizioni. Per questo entrambi risultano indagati anche per il furto con destrezza del telefonino.

