Pubblicità allo stadio e false fatture Il presidente Paris va a processo

28 Settembre 2022

Udienza il 5 dicembre. Secondo l’accusa c’è stata anche un vendita fittizia di immobili alla madre Il patron biancoverde: per un fatto analogo sono stato già assolto, così si danneggia me e la società

AVEZZANO. È stato rinviato a giudizio, insieme alla madre, per una vicenda di false fatturazioni legate alla squadra dell’Avezzano calcio. Sotto accusa l’avvocato e scrittore avezzanese Gianni Paris, storico patron dei biancoverdi. Secondo la tesi della Procura di Avezzano, ovviamente tutte da dimostrare, Paris ha venduto due case e alti immobili alla madre per la somma di un euro al fine di evitare che l’erario le prendesse a causa di un debito pregresso. E sempre secondo la tesi dell’accusa, ha emesso false fatturazioni al fine di evadere le imposte tramite finta pubblicità allo stadio. La prima udienza del processo è fissata per lunedì 5 dicembre.
L’INCHIESTA
Tutto parte da un’operazione della Finanza della compagnia di Avezzano. A seguito delle indagini il legale marsicano venne accusato del reato di falsa fattura e distrazione di beni aggredibili per debiti d’imposta. A seguito di quel provvedimento, venne sottoposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano a un divieto provvisorio di esercizio d’impresa. La richiesta era stata avanzata dal procuratore della Repubblica, Maurizio Maria Cerrato. Secondo le Fiamme gialle, durante la stagione calcistica 2016-2017 vennero emesse fatture per 44.900 e per 38mila euro, mentre per il 2018 circa 60mila euro. Lo scopo di Paris, secondo l’accusa, era quello di ottenere delle detrazioni a suo vantaggio con fatture per operazioni inesistenti e quindi per pubblicità inesistente. Accuse sempre fortemente respinte dal patron dell’Avezzano calcio.
I BENI VENDUTI
Secondo la Procura, Paris ha distratto beni per evitare che finissero per saldare un debito erariale. Debito che comunque Paris aveva già in parte saldato. Nello specifico, avrebbe sottratto i beni, prevalentemente immobili, al pagamento delle imposte sui redditi, sul valore aggiunto e sulle relative sanzioni e interessi accertati con una verifica fiscale riguardante gli anni 2012, 2013 e 2014. Per evitare che la somma mancante venisse acquisita, secondo la Procura avrebbe messo in atto «atti fraudolenti idonei a rendere inefficaci le procedure di riscossione dei crediti vantati dall’Erario nei suoi confronti». Per fare ciò, sempre secondo l’accusa, con un atto notarile del 2018 avrebbe venduto alla madre Maria Teresa Mancinelli, al prezzo simbolico di un euro, due appartamenti e altri immobili.
COSì si difende PARIS
Il presidente dell’Avezzano si è sempre detto pronto a chiarire ogni addebito. «Ci sono le foto della cartellonistica disponibili anche sul web», sottolinea Paris, aggiungendo che «per ogni fattura di vendita di spazi pubblicitari emessa dal club negli anni 2016, 2017, 2018 risulta il relativo versamento. Inoltre», aggiunge, «sono stato assolto per la vicenda degli anni di imposta 2013-2014 con sentenza del tribunale di Avezzano con formula piena». Tiene infine a sottolineare il danno che questa vicenda arreca a suo avviso alla città di Avezzano: «Mi dispiace che ogni volta che il mio nome va alla ribalta delle cronache, le conseguenze vengono pagate anche dalla società sportiva perché queste cose fanno scappare gli sponsor». Senza contare il fatto che «ciò provoca la revoca di mandati da parte di clienti per il mio studio legale perché io sono principalmente un avvocato e l’imprenditore lo faccio perché della squadra sono presidente, amministratore e primo tifoso, ed è tutto mosso dalla passione per l’Avezzano e per questa terra. Ma di questo passo», conclude Paris, «sarò costretto ad abbandonare il territorio a cui ho dedicato e sto dedicando me stesso».