Pulizie in tribunale, revocati i licenziamenti

8 Giugno 2016

Le 5 operaie riprendono servizio. La Cgil: l’avvio della vertenza ha spinto la ditta a fare marcia indietro

SULMONA. Revocati i licenziamenti alle cinque addette alle pulizie del tribunale. Tirano un sospiro di sollievo le lavoratrici che erano state mandate via alla fine del mese scorso con una semplice lettera.

La decisione per cinque delle sedici dipendenti della Coop 2001, che gestisce il servizio di pulizie al tribunale, era stata presa dalla cooperativa dopo la paventata proposta di ricorrere a un appalto indipendente da quelli degli altri servizi gestiti dal Comune. Le lettere di licenziamento sono arrivate nei giorni scorsi e la Filcams-Cgil le ha già impugnate per chiedere il reintegro sul posto di lavoro delle cinque addette. Anche perché, al di là della vertenza in atto, non si conosceva il destino delle cinque addette alle pulizie e soprattutto non si sapeva chi sarebbe andato a pulire le aule del palazzo di giustizia a partire dall’inizio del mese.

«L’avvio della vertenza ha convinto la cooperativa a fare retromarcia», spiega Luigi Antonetti della Filcams Cgil, «i licenziamenti sono stati la conseguenza dell’avvio di un appalto interno agli uffici giudiziari, cosa che prima gestiva il Comune. Abbiamo detto da subito che la procedura sarebbe stata nulla, visto che non è stata avviata la pratica del licenziamento collettivo che scatta dai 4 dipendenti in su in base alla legge 223 del 1991. Per questo, le lavoratrici anche se non sarebbero state riconvocate entro le prossime due ore, avrebbero dovuto ricevere ugualmente gli stipendi. Non solo, in caso di mancato reintegro, avevamo già annunciato che saremmo stati pronti a fare ricorso al giudice del lavoro».

Da qui l’appello del sindacalista ad avere un incontro urgente col commissario prefettizio Giuseppe Guetta per risolvere questa emergenza, ora rientrata e anche quella annosa, ormai, dei sette dipendenti esterni del Comune che si occupavano di manutenzione strade e immobili e verde pubblico. I lavoratori storici sono in attesa degli stipendi da 5 mesi e il servizio è fermo dal 25 febbraio, da quando cioè è stato rescisso il contratto con la Coarco, la cooperativa che aveva vinto l’appalto, ma che aveva smesso di pagare i lavoratori. «Sono mesi che non si riesce a risolvere nulla», incalza Antonetti, «non è giusto giocare sulla pelle dei lavoratori. Anche in Comune non si sa con chi parlare e intanto queste persone sono senza stipendi da cinque mesi. Siamo pronti a fare un esposto alla Procura».

Federica Pantano

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