«Puntare sull’offerta culturale»
Dal convegno la proposta per rilanciare e ripopolare le aree interne
L’AQUILA. Trasformare le aree interne in mete attrattive e scongiurare il loro spopolamento. Questa è la strada da seguire da parte di enti pubblici e privati nell’ottica dello sviluppo territoriale. Il tema è stato affrontato ieri durante il convegno “Turismo, cultura e aree interne – Patrimonio comunità e sviluppo territoriale” organizzato da Fondazione Carispaq, Federculture e Adsi (Associazione dimore storiche italiane).
I lavori sono stati aperti dal cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, che ha sottolineato come «la visita di Papa Francesco in città ha avuto un riverbero molto forte non solo a livello nazionale o territoriale, ma anche all’estero». L’iniziativa ha avuto come filo conduttore il tema della sostenibilità delle aree interne come incontro e unione fra economia, società-comunità e ambiente. Un dibattito che potrà servire a stimolare progetti di sviluppo locale e adeguamento infrastrutturale, con l’obiettivo di ridurre i divari territoriali, contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni, rendendo nuovamente attrattivi i “territori fragili”.
«La più recente mappatura delle aree interne prodotta dall’Istat», ha detto il presidente di Federculture Andrea Cancellato, «evidenzia come poco meno della metà dei Comuni del nostro Paese, il 48,5%, rientrino in questa classificazione, per lo più proprio nel Mezzogiorno. Sono territori con un altissimo valore culturale. Le aree interne, soprattutto nell’attuale fase di opportunità offerte dal Pnrr, possono essere un fattore chiave di crescita complessiva attraverso un ampliamento dell’offerta culturale in vista di un turismo più qualificato».
Il patrimonio culturale privato genera oltre 1,3 miliardi di investimenti, come ha spiegato il segretario generale Adsi Giovanni Ciarrocca, «rendendo le dimore storiche elemento centrale per la ripartenza delle economie territoriali. La nostra associazione vuole partire dall’Aquila e dall’Abruzzo, in cui le aree interne rappresentano il 70,82% del territorio, per dimostrare ancora una volta che le dimore storiche sono importanti stabilimenti produttivi culturali e sociali».
Necessario, secondo il presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri, «porre in essere azioni di politica territoriale idonee ad aiutare prima di tutto coloro che nei territori fragili vogliono restare a viverci. Per realizzare questo obiettivo è necessario potenziare l’offerta di servizi essenziali in termini quantitativi e qualitativi (istruzione, salute, mobilità, infrastrutture fisiche e digitali)». (m.c.)

