Punti nascita da chiudere, la protesta invade L'Aquila

Più di milleduecento le persone e le autorità cha manifestano all'Emiciclo, alla Villa Comunale il consiglio straordinario del Comune di Sulmona e presidio davanti ai cancelli con oltre 500 partecipanti
L'AQUILA. Circa 1.200 persone provenienti da tutto l'Abruzzo hanno manifestato questa mattina nei pressi del Palazzo dell'Emiciclo all'Aquila, dove è in corso la seduta del Consiglio regionale, per protestare contro la chiusura dei punti nascita. In cinquecento circa, tra sulmonesi e cittadini provenienti dai paesi del centro Abruzzo, hanno invaso la villa comunale dell'Aquila per la seduta straordinaria del Consiglio comunale di Sulmona. Striscioni, fischietti, megafoni, t-shirt con su scritto il numero di coda del codice fiscale dei nati a Sulmona. Tra i partecipanti anche rappresentanti della Confesercenti, sindacati e comitati spontanei; presenti i sindaci di Pratola Peligna, Corfinio, Anversa degli Abruzzi, Introdacqua, e alcuni amministratori di Campo di Giove.
Nel pomeriggio è stato poi necessario l'intervento del sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, per convincere i manifestanti a uscire dai cancelli del Palazzo dell'Emiciclo. In un primo momento non volevano sentire ragioni, ma dopo che il sindaco ha detto che la risoluzione per salvare il punto nascita di Sulmona non sarebbe stata esaminata e quindi votata se loro non avessero lasciato il cortile antistante l'aula consiliare, i manifestanti hanno deciso di ripiegare ascoltando le parole del primo cittadino. Le oltre 500 persone che compongono il presidio restano asserragliate fuori dai cancelli in attesa dell'esito del Consiglio regionale.

