Punti nascita, maggioranza battuta: vince il no alla chiusura

Con 17 voti contro 14 passa la risoluzione dell'opposizione che chiede a D'Alfonso di ritirare il decreto per Atri, Ortona, Penne e Sulmona. Quattro i consiglieri che hanno votato con la minoranza
L'AQUILA. La maggioranza di centrosinistra va sotto sui punti nascita: il Consiglio regionale ha approvato la risoluzione urgente presentata dalle opposizioni con la quale si invita il presidente della giunta regionale e commissario ad acta della Sanità, Luciano D'Alfonso, a mantenere aperti i punti nascita di Sulmona, Ortona, Atri e Penne la cui chiusura è sancita dal decreto dello stesso commissario, e garantire la sicurezza per neonati e donne con iniziative specifiche, e contestualmente a sospendere e riesaminare il decreto di chiusura. I consiglieri di maggioranza che hanno votato con le opposizioni di centrodestra e del M5S sono Gerosolimo e Olivieri (Abruzzo Civico) e Monticelli e Pietrucci (Pd). Sui 31 votanti 17 hanno votato a favore e 14 contro. I voti contrari di D'Alfonso e di Paolucci sono stati salutati dai fischi.
La votazione nominale si è svolta in un clima da stato alimentato dal tifo delle decine di sindaci e amministratori che affollano l'aula consiliare, dopo una mattinata di cortei, proteste e addirittura un consiglio comunale straordinario (quello di Sulmona) nell'antistante Villa Comunale.
L'approvazione è stata salutata da un lungo applauso al termine della votazione ha preso la parola il consigliere regionale del Pd, nonché sottosegretario alla presidenza della Giunta, Camillo D'Alessandro, il quale, spesso interrotto dai fischi, ha sottolineato che «la verità verrà a galla». «Il confronto, le cariche di demagogia, la democrazia e le contestazioni nascono dalla difesa dell'esistente e da incomprensioni. Essere riformisti - ha continuato - significa essere coraggiosi», ha spiegato D'Alessandro che ha spiegato come il precedente governo di centrodestra, con l'allora presidente Gianni Chiodi, pur avendo attivato l'iter per la chiusura dei punti nascita non ha firmato il decreto. La seduta sta continuando con l'esame dell'emendamento presentato dalla maggioranza di centrosinistra. Il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, ha dovuto spesso invitare i sindaci al rispetto e quindi a non interrompere gli interventi dei consiglieri regionali.
Aggiornamento ore 20. Il Consiglio regionale ha approvato anche una seconda risoluzione urgente sui punti nascita, questa volta presentata dalla maggioranza di centrosinistra e votata anche dai quattro consiglieri che avevano permesso l'approvazione di quella presentata dal centrodestra che ha mandato sotto la coalizione di governo. Nel documento si impegna il presidente della Giunta regionale e commissario ad acta per la Sanità a riesaminare il decreto commissariale «nel quadro delle compatibilità programmatorie, mediante una nuova riorganizzazione dei punti nascita attuando al riguardo iniziative sostenibili e adeguate in confronto degli uffici competenti». Diciotto i consiglieri che hanno votato a favore, 13 quelli contrari. Monticelli e Gerosolimo, intervenendo in aula, hanno sottolineato di aver votato contro la coalizione per coscienza spiegando di aver più volte sollecitato D'Alfonso e l'assessore alla Sanità, Paolucci, ad attenzionare più profondamente la tematica. Pietrucci, che non è intervenuto, ha sostenuto la stessa tesi. Il presidente della Giunta regionale e commissario ad acta, Luciano D'Alfonso, visibilmente deluso e contrariato dal voto della prima risoluzione, ha immediatamente riunito i consiglieri di maggioranza e gli assessori per fare il punto della situazione.

