Punto nascita, critiche al vescovo Spina

16 Giugno 2015

Facchini (Tribunale del malato): «Intervento tardivo di sua Eccellenza» e presa di distanza dal presidio

SULMONA. Lo stand by di sei mesi sul punto nascita sulmonese spacca il fronte del no alla chiusura. L’annuncio dato nella giunta regionale all’Abbazia suona per il Tribunale per i diritti del malato come una beffa, perché lo slittamento della chiusura era già stato deciso in seguito alla necessità di attivare elisoccorso e ambulanze attrezzate. L’associazione di volontari non risparmia critiche a nessuno, vescovo compreso, e annuncia la presa di distanza dal presidio civico territoriale pro punto nascita. «Vostra eccellenza che solo ora interviene in modo autorevole nella richiesta della non soppressione del reparto sa che è utopico difendere la sanità dalla politica, ma non è anacronistico pretendere per le popolazioni il rispetto del diritto alla salute», tuona Edoardo Facchini, responsabile regionale del Tdm, «il rinvio di decisioni di sei mesi non è una gentile concessione, né tanto meno una vittoria, ma semplicemente una inevitabile decisione della Regione dovuta al problema di quella ipotetica messa in sicurezza con elicotteri h24 e ambulanze medicalizzate, ancora tutta da organizzare e da valutare dal punto di vista dei costi». Facchini boccia anche il “baratto” proposto con il potenziamento del reparto di Ortopedia. «Non si baratta una eccellenza come l’Ortopedia, con meriti che non devono né essere premiati né mercanteggiati, ma semplicemente riconosciuti», aggiunge Facchini, «ricordiamo che le presenze di Parchi nazionali, di aree protette per escursionisti, ma soprattutto di strutture sciistiche fra le più importanti del centro sud, non possono non prevedere un’Ortopedia che va potenziata». Il destino del punto nascita, infine, per il Tdm è legato a doppio filo al futuro dell’ospedale nuovo (coi lavori ancora in stand by in mancanza delle autorizzazioni necessarie), e all’avvenire del territorio. «Non si può prescindere da quel progetto depositato e non ancora iniziato che prevede il completamento di una struttura ospedaliera territoriale che deve continuare ad essere l’essenziale punto di riferimento», fa notare Facchini, «ma anche del punto nascita che va messo in sicurezza e trasferito nella cosiddetta alla nuova dell’ospedale. In ultima analisi la salvezza del punto nascita equivale alla salvezza di un’intera struttura ospedaliera e di migliaia di persone».

Federica Pantano

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