Punto nascita, i dati non scoraggiano il sindaco Ranalli

14 Gennaio 2015

Il primo cittadino torna a sollecitare l’incontro con D’Alfonso Nel pacchetto di richieste la deroga e un reparto funzionale

SULMONA. I dati Istat sugli appena 471 nati nel 2013 in tutto il centro Abruzzo non scoraggiano il sindaco Peppino Ranalli, che va avanti nella difesa del punto nascite sulmonese. Ieri si è tenuta un’altra delle riunioni ristrette del comitato contro la chiusura, che ha analizzato la sopravvivenza del reparto proprio alla luce dei dati Istat. Valle Peligna, Alto Sangro, Valle del Sagittario e sei comuni della Valle Subequana (Goriano, Castel di Ieri, Secinaro, Molina, Castelvecchio e Gagliano) messi insieme non raggiungono nemmeno la soglia minima dei 500 parti annui necessari per la salvaguardia del reparto. Leggendo le cifre, su 36 comuni del centro Abruzzo solo 10 superano o totalizzano la decina, molti altri restano al di sotto delle dieci nascite o si fermano a zero, come Civitella Alfedena, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli e Rocca Pia. Poi ci sono quelli con un solo nato nell’arco dell’anno (Molina, Opi, Roccacasale e Secinaro). Negli altri si va dalle due alle dieci nascite al massimo. Guida la classifica dei neonati Sulmona con 166 parti, mantenendo l’esclusiva delle tre cifre. Perché poi bisogna scendere alle 59 di Pratola e alle 54 di Castel di Sangro per avere cifre più consistenti. Arrivano subito dopo Pescasseroli con 26, Raiano con 18, Roccaraso con 13, Alfedena e Introdacqua con 12. «I numeri non devono scoraggiarci», avverte il sindaco, « questo è un territorio che sta vivendo un particolare periodo di recessione, è normale quindi che anche il tasso di natalità ne risenta. Certo è che risulta fondamentale mettere in condizione il reparto di funzionare al meglio per risalire col numero dei parti». Da qui il rilancio della piattaforma di richieste sul potenziamento del punto nascite: deroga alla soglia minima dei 500 parti annui, trasferimento del reparto, nuovo personale, attivazione della città delle mamme e della casa del parto indolore. «Anche se il manager della Asl, Giancarlo Silveri, ha detto che il trasferimento non è possibile noi non ci arrendiamo», aggiunge Ranalli. Intanto, si resta in attesa di una convocazione da parte del governatore Luciano D’Alfonso a cui il sindaco ha già chiesto un confronto. Nel 2014 risultano nei registri dell’ospedale sulmonese appena 247 nascite (aggiornate al 29 dicembre), meno della metà della soglia minima delle 500 previste per mantenere il reparto aperto. Sono, invece, 328 (secondo i dati della Regione) e 330 (secondo quelli del reparto) i parti del 2013, la metà dei quali con taglio cesareo.

Federica Pantano

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