Punto nascita, il Tar boccia il Comune

31 Luglio 2015

Respinta la richiesta di sospensiva del provvedimento regionale, ma la battaglia non si ferma

SULMONA. Il Tar respinge la richiesta di sospensiva sulla chiusura del punto nascita presentata dal Comune di Sulmona. Con l’ordinanza depositata ieri i giudici Bruno Mollica (presidente), Maria Abbruzzese (consigliere) e Lucia Gizzi (estensore) del Tribunale amministrativo regionale hanno respinto il ricorso 343, presentato dagli avvocati Guido Blandini e Marina Fracassi per conto di palazzo San Francesco. Secondo i giudici amministrativi «la richiesta di sospensiva non ha fondatezza e non prevede un’immediata lesività, tale da annullare il decreto numero 10 dell’11 febbraio scorso con cui il commissario ad acta e presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ha disposto la chiusura dei punti nascita di Sulmona, Atri, Ortona e Penne».

«In sostanza il decreto del governatore è un atto programmatico» spiega l’avvocato Blandini «dunque non ha immediata lesività. Per questo anziché fare ricorso al Consiglio di Stato, avrà più senso provare ad impugnare il provvedimento di chiusura che sarà emesso dal direttore generale della Asl».

L’ordinanza del Tar su Sulmona ricalca quella già emessa sul punto nascita di Ortona. Più avanzata la pratica di chiusura di Atri, invece, per cui è già stato emesso il provvedimento di cancellazione del reparto. Il tentativo di sospensiva era stato fatto dal sindaco Peppino Ranalli per prendere tempo nei confronti della chiusura annunciata del reparto, anche se si resta in attesa delle prossime mosse della Regione, dopo i sei mesi di stop annunciati durante la giunta regionale tematica che si è tenuta in città il mese scorso. In sostanza, in 180 giorni la Regione dovrebbe riesaminare la questione, tenendo presenti le caratteristiche orografiche e climatiche del Centro Abruzzo, per poi prendere una decisione definitiva. Peculiarità che avevano già portato la Asl a rinviare la chiusura inizialmente prevista a giugno, dovendo attivare la rete di emergenza e sicurezza mamma-neonato con mezzi e macchinari idonei. La strada sul mantenimento della Maternità in città si fa sempre più ripida.

Federica Pantano

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