Punto nascita, pronto un altro ricorso
Il sindaco Ranalli: «Il no del Tar non ci scoraggia, la Regione dovrà ascoltare le nostre ragioni»
SULMONA. La bocciatura della richiesta di sospensiva sulla chiusura del punto nascita non ferma la battaglia a difesa della Maternità sulmonese. Il sindaco Peppino Ranalli, incassato il no del Tar, è pronto a ripresentare un nuovo ricorso nei confronti questa volta non del decreto 10 dell’11 febbraio scorso del commissario ad acta, ma del provvedimento di chiusura che dovrà essere emesso dalla Asl. «La nostra battaglia non si ferma», spiega il sindaco, «il rigetto della richiesta di sospensiva da parte del Tar non ci scoraggia. Andremo avanti sia sul fronte della giustizia amministrativa, che nel percorso istituzionale già avviato che ci ha concesso una proroga durante la quale la Regione dovrà rivalutare la nostra situazione, sulla base della questione orografica e dei numeri conseguenti all’organizzazione del reparto». Il tentativo di sospensiva era stato fatto da Ranalli per prendere tempo sulla chiusura annunciata del reparto, anche se si resta in attesa delle prossime mosse della Regione, dopo i sei mesi di stop annunciati nel corso della riunione di giunta che si è tenuta in città il mese scorso. In sostanza, in 180 giorni la Regione dovrebbe riesaminare la questione, tenendo presenti le caratteristiche orografiche e climatiche del Centro Abruzzo, per poi prendere una decisione definitiva. Peculiarità che avevano già portato la Asl a rinviare la chiusura prevista a giugno, dovendo attivare la rete di emergenza e sicurezza mamma-neonato con mezzi e macchinari idonei. (f.p.)
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