Punto nascita, scatta il piano di salvataggio per future mamme

9 Gennaio 2015

Oggi la mobilitazione con Comitato e sindaci nella sede Cri: «Questo servizio è irrinunciabile per la Valle Peligna»

SULMONA. Le appena 247 nascite durante l’ultimo anno al punto nascite sulmonese riarmano la battaglia in difesa dei futuri neonati. Per questo oggi alle 17 nella sede della Croce rossa il Comitato per la difesa del punto nascita ha convocato una riunione con rappresentanti istituzionali e sociali per scongiurare la chiusura. Secondo i registri dell’ospedale, nel 2014 – con dati aggiornati al 29 dicembre – i parti sono stati meno della metà della soglia minima delle 500 nascite in condizioni orografiche particolari, mille in condizioni normali. Era andata un po’ meglio nel 2013 con 328 nascite secondo i dati della Regione, 330 secondo i registri dell’Annunziata. Comunque troppo poche per salvare il reparto al terzo piano dell’ala vecchia dell’ospedale. «Intendiamo concordare l’azione più opportuna, dopo aver effettuato tutte quelle di rito, mobilitazione popolare, volantinaggio e raccolta firme» spiegano dal Comitato «per esporre alle forze politiche regionali le forti motivazioni in difesa del nostro irrinunciabile punto nascita. Si invitano a non mancare i rappresentanti politici, sindacali, sociali, economici e imprenditoriali». Sono pronti a partecipare e a programmare azioni di sensibilizzazione per il mantenimento del punto nascite, il sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli e i suoi colleghi del territorio, uniti dall’esigenza di mantenere in vita il reparto e scongiurare viaggi chilometrici alle neo mamme del Centro Abruzzo. Ranalli aveva lanciato un appello prima delle feste natalizie al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, come aveva fatto il consigliere regionale sulmonese Andrea Gerosolimo (Abruzzo civico), soprattutto in vista dei lavori iniziati per il nuovo ospedale. Ha da tempo sposato la causa del punto nascite anche il responsabile regionale del Tribunale per i diritti del malato, Edoardo Facchini, che si unisce all’appello di mantenere salvo il reparto «per rilanciare e dare nuova spinta all’Annunziata bis». Il reparto è finito nella scure dei tagli, avviati nel 2010, per questioni di sicurezza mamma-neonato. Sotto soglia in Abruzzo sono anche quelli di Atri, Ortona e Penne. Da sempre il Centro Abruzzo gravita attorno all’ospedale sulmonese con quasi mille e 800 chilometri quadrati di superficie e una popolazione di 80mila abitanti. Per questo il comitato rilancia la piattaforma sulla tutela del punto nascite: deroga alla soglia minima dei 500 parti, trasferimento del reparto, nuovo personale, attivazione della casa del parto indolore.

Federica Pantano

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