Punto nascita, scontro politico La Civita: assurdo il piano Pd

14 Aprile 2015

SULMONA. Mentre da più parti si susseguono gli appelli in difesa del punto nascita, è già pronto e approvato il piano per la chiusura, fissata per il 30 giugno. La prima fra i quattro punti nascita...

SULMONA. Mentre da più parti si susseguono gli appelli in difesa del punto nascita, è già pronto e approvato il piano per la chiusura, fissata per il 30 giugno. La prima fra i quattro punti nascita condannati, come conferma il manager della Asl, Giancarlo Silveri, per via dei lavori già fatti sul reparto del San Salvatore.

«Non ho avuto alcun tipo di indicazione contraria, quindi vado avanti» annuncia il direttore generale «i progetti sono stati approvati dal tavolo nazionale che li ha ritenuti adeguati. Tanto è vero che ha assegnato all’Abruzzo la premialità di 31 milioni. È importante ricordare che questo tipo di intervento non nasce per risparmiare ma per rendere ancora maggiore la sicurezza e le condizioni di cura».

Non sono d’accordo con questa impostazione i promotori del presidio civico a tutela del reparto, al 18esimo giorno di occupazione dell’aula consiliare. Anche se il sindaco Peppino Ranalli e il presidente del consiglio Franco Casciani sembrano mostrare segni di insofferenza nei confronti dell’occupazione e sarebbero pronti a serrare l’aula ai manifestanti. Gesto che arriverebbe in un momento di forte tensione in città, dopo la sommossa popolare contro il governatore Luciano D’Alfonso, costretto a fuggire scortato dall’aula consiliare.

«Ranalli assente all’incontro, come suo solito, si dimostra incapace di fare un straccio di strategia» criticano Alberto Di Giandomenico, Luigi La Civita, Mauro Tirabassi, Daniela Frittella e Alessandro Lucci «definire una pulcinellata la venuta a Sulmona di D’Alfonso ci sembra veramente fuori luogo. Lo stesso D’Alfonso ha definito democratica la contestazione di un territorio che, diversamente da alcuni esponenti politici locali, non vuole rassegnarsi dinanzi ad un decreto di soppressione del punto nascita dell’ospedale. L’assenza del sindaco all’incontro di sabato scorso con D’Alfonso appare allora funzionale ad un disegno assurdo del Partito democratico che intende accettare supinamente l’esclusione del Centro Abruzzo dai diritti costituzionalmente garantiti tra cui il diritto alla salute».

C’è poi anche chi cavalca quanto accaduto per rilanciare la proposta del parlamento del territorio, come il movimento Ripensiamo il territorio. «Il Parlamento del territorio sarebbe uno strumento utile in questi casi e già condiviso con tutti gli amministratori e forze politiche nel giungo 2014», interviene Giovanni Natale. Intanto, al presidio si sono aggiunti Sbic e Movimento 5 Stelle e il fronte del no pensa ad altre iniziative di protesta. In attesa della giunta regionale da tenersi in città, annunciata da D’Alfonso.

Federica Pantano

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