Punto nascita, sei parti in meno di 24 ore

Quattro fiocchi rosa e due blu per ridare speranza al reparto che il governo intende chiudere
SULMONA. Baby boom al Punto nascita dell’ospedale di Sulmona. L’altro ieri il reparto ha fatto registrare il record dell’anno con ben sei parti in meno di 24 ore, confermando un trend in netta ripresa rispetto al calo dei parti registrato negli ultimi anni. Un’infusione di speranza per la salvezza del Punto nascita, appeso ormai da anni alla decisione del governo di chiudere quei reparti con meno di 500 parti annui. Scelta contro cui la Regione ha già opposto una deroga, che resterà in vigore fino alle prossime elezioni. Al di là della politica, quella dell’altro ieri è stata una giornata da record per il reparto, dove sono venuti alla luce ben sei bebè: quattro i fiocchi rosa appesi e due quelli blu.
Da notare che tre dei nuovi nati sono venuti alla luce con il parto in analgesia, pratica anti-dolore ormai diventata routine per il reparto sulmonese, che attrae sempre più mamme anche da fuori. La tecnica con miscela gassosa per non sentire dolore durante il travaglio è stata inaugurata il 4 maggio del 2016, proprio per invertire il trend negativo delle nascite in calo. Il personale, perciò, continua la sua battaglia per la salvezza e solo poco tempo fa è diventato ormai una delle possibilità di scelta anche il parto a suon di musica, con la musicoterapia e il repertorio messo a disposizione dal musicista sulmonese Patrizio Maria D’Artista.
Tra le ultima novità del reparto c’è anche la mostra dei bebè nati nel 2018, curata dalla giovane mamma-fotografa Noelia De Panfilis, i cui teneri scatti abbelliscono le pareti. Nel frattempo, continuano a crescere costantemente le nascite nel reparto sulmonese. Sono stati 255 i neonati nel 2017, 206 nel 2016, 195 nel 2015. Dunque si registra un aumento costante del 25 per cento, grazie anche al trasferimento del reparto, a più di un anno, dal terzo piano dell’ala vecchia inagibile al secondo della nuova.
L’ultimo pronunciamento della Commissione nazionale percorso nascite, però, boccia il reparto, nonostante la distanza con gli altri ospedali. I tempi di percorrenza con l’ospedale dell’Aquila, calcolati con non più di 60 minuti, salgono in realtà a 2 ore e 10 lungo 114 chilometri di curve da Ateleta all’Aquila. Calcolando che solo da Ateleta o da Castel di Sangro a Sulmona ci vogliono rispettivamente 50 e 40 minuti, si comprende come si dilatino le distanze con gli altri ospedali.
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