Punto nascita, strappo Lega in Regione

Approvata risoluzione targata Scoccia, ma i salviniani abbandonano la commissione e “salvano” Verì: «Era superata»
SULMONA. Sul Punto nascita sulmonese si spacca la maggioranza in Regione. Ieri pomeriggio, la quinta Commissione del consiglio regionale, ha approvato la risoluzione presentata dalla consigliera regionale dell’Udc, Marianna Scoccia, che impegna il presidente della giunta regionale Marco Marsilio, e l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, a reiterare la deroga per la salvaguardia del reparto di maternità finito nella scure dei tagli.
Il provvedimento è stato approvato con 21 voti, grazie al lavoro fatto dalla consigliera regionale con Forza Italia, Fratelli d’Italia, Azione politica e chiaramente Udc. Si è unita all’approvazione anche la minoranza, compatta, dal Pd al Movimento 5 Stelle, mentre non ha preso parte alla votazione la Lega, i cui consiglieri, tra cui la sulmonese Antonietta La Porta, hanno abbandonato l’aula. Fatto che rappresenta la prima grave spaccatura in seno alla maggioranza di centrodestra in Regione.
«Provo tristezza e sconcerto per la mia collega La Porta che non solo non ha voluto firmare la risoluzione a tutela di uno dei reparti fondamentali dell’ospedale della sua città, ma non l’ha nemmeno votata», commenta la Scoccia, «e non doveva certo farlo per me, ma per il territorio che rappresentiamo. Quello che è accaduto è ancora una volta un attacco alla mia persona, ma io vado avanti nella difesa del mio territorio».
La Lega, dal canto suo, ha giustificato l’abbandono dell’aula con il fatto che la risoluzione sarebbe superata. «Il gruppo consiliare della Lega ha ritenuto di appoggiare l’ottimo lavoro svolto in merito dall’assessore alla Sanità Verì, che ha già avviato tutte le procedure per il mantenimento del Punto nascita di Sulmona», spiegano i consiglieri in una nota.
«In conclusione l'avvio di tutti i passaggi che porteranno alla deroga era già stato compiuto dall’assessore, pertanto la risoluzione era per noi superata e da ritirare. Precisiamo inoltre che l’assessore Verì di concerto con il dipartimento è da più di un mese che si è attivata per trovare soluzioni idonee e sicure per il mantenimento del punto nascita di Sulmona, attraverso un confronto continuo con i professionisti interessati».
Una giustificazione che, però, non ha convinto neppure gli stessi alleati di governo. Ma intanto si riaccendono le speranze per il reparto sulmonese, costretto a lavorare con la minaccia continua della chiusura. A questo punto il reparto potrebbe restare tra i 90 Punti nascita non ancora chiusi a livello nazionale, nonostante il mancato raggiungimento della soglia minima dei 500 parti annui.
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