Quaglieri patteggia per truffa: «345 ore d’assenza dal lavoro»

Venti mesi all’ex dipendente del distretto sanitario: filmata al ristorante o dall’estetista Ecco tutte le accuse. Già condannata dalla Corte dei Conti per danno d’immagine all’Asl
AVEZZANO. Ha patteggiato una pena di un anno e 8 mesi con l’accusa di truffa ai danni dello Stato. Si chiude così, con la pena sospesa, la vicenda che aveva interessato Paola Quaglieri, 46 anni, ex dipendente del distretto sanitario di Trasacco, finita nei guai per una vicenda di assenteismo dal lavoro. Da quanto emerso nel corso dell’indagine delle Guardia di finanza di Avezzano, la dipendente timbrava il cartellino per uscire dall’ufficio e andare in missione, ma invece tornava a casa, al ristorante di famiglia oppure andava a fare la spesa. Per tale motivo, la Procura di Avezzano aveva chiesto un decreto di sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per sei mesi. Provvedimento firmato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale, Maria Proia.
LE ACCUSE
Secondo l’accusa, «con lo scopo di assentarsi dal proprio ufficio senza destare sospetti per le prolungate assenze», utilizzava un tipo di timbratura con cui attestava di «uscire dalla sede lavorativa per recarsi in missione e quindi svolgere servizio all’esterno della struttura aziendale». Quando in realtà, sempre secondo le accuse mosse dal sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Lara Seccacini (da poco trasferita, ndc), «svolgeva attività prettamente personali».
LE INDAGINI
Dalle indagini della Finanza era emerso che la Quaglieri, nel recarsi in missione, avrebbe avuto bisogno in ogni occasione di un consenso preventivo e di una presa d’atto successiva. Quindi di un’autorizzazione a effettuare la missione e poi di una firma di ratifica da parte del dirigente responsabile. La dipendente, stando a quanto emerso, non aveva mai ottenuto quest’autorizzazione. Una cinquantina di episodi in quattro mesi.
I FATTI
Secondo il capo d’accusa, dal 19 marzo al 25 giugno 2018 Quaglieri ha svolto 49 ore circa di lavoro su 394 circa dichiarate (345 ore di assenza). Negli episodi contestati, l’imputata, uscendo dal distretto sanitario per le missioni, si recava spesso a casa, oppure a fare la spesa, o nel ristorante di famiglia ma anche, in un caso, dall’estetista, oppure al bar. I finanzieri avevano installato una videocamera alla porta d’ingresso del distretto sanitario di base di Trasacco per rilevare l’ingresso e l’uscita della dipendente.
LA SENTENZA
Il dispositivo del giudice per le indagini preliminari Daria Lombardi prevede un patteggiamento alla pena di un anno e otto mesi, con la sospensione. Era difesa dagli avvocati Franco Colucci e Mario Flammini.
L’ALTRA CONDANNA
Quaglieri già era stata condannata dalla Corte dei Conti a risarcire l’Asl per un danno patrimoniale e per danno d’immagine: 9.144 euro di risarcimento totale. Questo avevano stabilito i giudici Mario Nispi Landi, presidente, Gerardo De Marco e Paola Lo Giudice. Il procedimento era stato promosso dalla procura regionale che aveva avanzato una richiesta di pagamento a favore della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Secondo l’accusa, il danno era stato causato «per essersi illegittimamente allontanata dal proprio posto di lavoro per ragioni personali».
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