Quando al Cupello c’era il tram a cavalli

Una storia lunga un secolo: trasportava al lavoro gli operai e riforniva di generi alimentari le famiglie
di Giovanbattista Pitoni *
La costruzione dello zuccherificio di Avezzano, la prima vera industria della Marsica, fu iniziata – nei primi del 1900 – da una società italo-tedesca che lo mise in funzione nel 1903 con una grande potenzialità di trasformazione delle bietole e con un’occupazione d’alcune centinaia di lavoratori: insisteva su un’area di circa 28 ettari, ricompresa tra via Trara e via Circonfucense. Nel 1927, con opere d’ampliamento e ammodernamento, raggiunse la capacità di circa dodicimila quintali di bietole al giorno. Gli eventi bellici ostacolarono ogni attività, ma nel 1945, dopo la fine del conflitto mondiale e con lavori di ripristino, venne ripresa l’attività produttiva. Il Principe Torlonia, tra il 1954 e il 1963, intraprese opportuni interventi di modernizzazione della struttura, incrementando la capacità di lavorazione di 42 mila quintali di materia prima giornaliera. La fabbrica cessò la sua attività nel 1987, ma la ferrovia continuò, ancora per molti anni, a servire alcune industrie. Fin dall’inizio era apparsa necessaria la realizzazione di una strada ferrata per congiungere la struttura industriale alla stazione di Avezzano e da questa portare i preziosi carichi direttamente al grandioso scalo merci di San Lorenzo a Roma. La ferrovia non venne sfruttata soltanto per il trasporto dello zucchero: Cesidio De Bernardinis, della famiglia dei Coccióne, vi faceva percorrere un omnibus (tram trainato da cavalli) per trasportare gli impiegati, dalla località Cupello, sul luogo di lavoro: alcune famiglie che dimoravano lungo la ferrovia, non avendo la possibilità di recarsi giornalmente in città per gli acquisti, gli affidavano l’incarico di fare la spesa per loro conto e di consegnarla al passaggio nelle vicinanze delle loro abitazioni. La strada ferrata attraversava alcuni importanti luoghi storici della nostra città.
Trara: secondo alcuni intorno all’antico Lago Fucino erano situati dei porticcioli, quasi delle piccole darsene, ove i pescatori traevano a riva le barche; uno di questi era situato nella località da sempre e anche attualmente chiamata Trara: il toponimo, dunque, deriverebbe dal verbo latino trahere cioè trarre, trascinare, trarre a sé.
Via Sant’Andrea: posta a sud-est del vecchio abitato di Avezzano, è una delle più antiche strade avezzanesi. Secondo il Febonio la zona era luogo ove confluivano molte strade che portavano alle circostanti località: per concessione del Re, il mercato prese a tenersi nella piazza antistante l’antica chiesa di Sant’Andrea nel giorno di sabato.
Vicenna: coincidente con l’attuale via Vicenne. Secondo Walter Cianciusi, era zona sulla quale si alternavano vicendevolmente il dominio del barone e quello del proprietario contadino.
Fontanile di Marcantonio Colonna: il vincitore della Battaglia di Lepanto lo realizzò nel Cinquecento; per accedervi il condottiero fece costruire, a partire dal suo castello, anche la strada che ancora oggi porta il suo nome.
Definitivamente abbandonata, la ferrovia. – e l’area su cui insiste - è destinata alla vendita: sono in molti a sognare che vi si possa realizzare una lunga arteria - anche ciclabile - che congiunga la città al vecchio opificio.
Destinare l’area a usi privati priverebbe Avezzano di una struttura molto cara ai suoi abitanti anche perché testimonianza di un passato, sebbene non molto lontano, importante per tracciare la storia di uno sviluppo economico che oggi, purtroppo, registra una dolorosa battuta d’arresto.
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