Quarto cantone, i segreti del progetto

6 Marzo 2020

Biblioteca, ex Caffè Eden, chiesa della Concezione: il piano degli esperti per il recupero dei tesori dell’antico complesso

L’AQUILA. Al progetto per la ristrutturazione e il recupero del Quarto cantone è allegata una relazione specialistica relativa alle opere di restauro che ha l’obiettivo di «conciliare conservazione e sicurezza».
LUOGO EMBLEMATICO. «In via prioritaria», è scritto nella relazione, «sono state individuate le parti che maggiormente caratterizzano l’architettura del complesso, in grado di testimoniare il fervore civico e culturale che ne ha promosso la costruzione dopo l’Unità d’Italia, facendone un luogo emblematico per molte generazioni. Sulla base della ricerca storica curata da Raffaella Devangelio è stata compiuta un’osservazione il più possibile diretta delle varie parti del complesso, per quanto oggi consentito dallo stato dei luoghi. Sono stati commissionati alcuni saggi mirati di approfondimento alla restauratrice Berta Giacomantonio, in particolare sui fronti esterni. La stessa restauratrice ha fornito numerose e utili informazioni dirette riguardo alle opere di recupero e di primo intervento da lei stessa condotti, soprattutto all’interno della chiesa della Concezione e dell’ex Caffè Eden. Alcuni campioni di intonaco e stucco prelevati nel corso dei saggi sul fronte di corso Umberto I e sui fronti del cortile dello storico liceo classico sono stati sottoposti a indagini chimiche e mineralogiche da parte del dottor Francesco Rizzi della Cmr (Center materials research) di Vicenza».
CONTINUITÀ IDENTITARIA. «Questa base conoscitiva», sottolinea la relazione, «ha permesso di riconoscere e descrivere gli elementi che, per qualità spaziale, architettonica e decorativa, possano essere in grado di assicurare una necessaria e sufficiente continuità identitaria all’edificio una volta compiuto il complessivo intervento di recupero. La proposta che ne scaturisce è quella di una scala conservativa-trasformativa da attribuire alle diverse parti (volte, superfici, pavimenti, elementi lignei). Per quanto riguarda le superfici, si è adottato il criterio di mirare alla conservazione-restauro-integrazione di quelle maggiormente significative per l’accuratezza della lavorazione iniziale, per il loro contributo alla configurazione architettonica del bene e quale elemento testimoniale. Tra queste, in primo luogo, le superfici dei fronti monumentali esterni costruiti a partire dal 1877 su piazza Palazzo, corso Umberto, corso Vittorio Emanuele con la testata laterale su via Sallustio. Costruiti quasi per intero in pietra da taglio. I saggi e le osservazioni compiute hanno messo in luce un’accurata esecuzione tecnica e un preciso e sofisticato progetto cromatico, che il progetto di restauro si propone di valorizzare appieno, integrando anche le lacune e i danni prodotti dal sisma. Un’attenzione non secondaria è dedicata alle superfici dei sottoportici, anch’esse parte in pietra e parte ad intonaco finito con studiate cromie».
CORTILE DEL LICEO. «I fronti del cortile del vecchio liceo» secondo la relazione, «costituiscono l’altro contesto di notevole significato nell’ambito del complesso. Nel primo lotto è interessato solo il fronte a Nord, ma come è ovvio le superfici dei quattro fronti dovranno essere trattate con modalità affini. Per quanto riguarda gli ambienti interni architettonicamente unitari, sono stati analizzati in modo maggiormente diffuso e sistematico quelli appartenenti alla biblioteca provinciale, prevalentemente al primo piano, affacciati su corso Umberto. Gli elementi maggiormente emblematici di questi ambienti, quali soprattutto le volte decorate, nonostante le ampie sostituzioni già subite in precedenza e i gravissimi danni prodotti dal sisma, saranno trattate con la massima attenzione conservativa; questo, pur nella consapevolezza della oggettiva difficoltà tecnica delle operazioni necessarie ad evitarne la perdita definitiva. A questa opera conservativa il progetto affianca la previsione di integrare le volte o parti di volte cadute non solo con la loro ricostruzione a superficie intonacata, ma anche con la riproposizione dell’apparato decorativo a tempera murale; ciò al fine di rafforzare la percezione unitaria del complesso. Ad evitare ricostruzioni falsificanti, il progetto prevede forme di riconoscibilità misurata degli apparati pittorici integrati. Per le pareti laterali di tali ambienti, in origine rifiniti a tempere anche in considerazione del danno subito e della vulnerabilità di tali pareti, si è ritenuta praticabile una modalità sostitutiva».
GLI ALTRI AMBIENTI. «Altri tre ambienti costituiscono, in modi diversi, contesti unitari di notevole interesse e rilevanza, e sono costituiti dalla chiesa della Concezione, dall’ex Caffè Eden e dalla sala della Camera di commercio. La chiesa della Concezione, interamente ricostruita a fine Ottocento in sostituzione della più ampia chiesa preesistente, presenta problemi di ricostruzione di alcune parti interne crollate a seguito del terremoto, di ricomposizione di frammenti e integrazione di parti perdute o danneggiate, oltre a una complessiva manutenzione conservativa delle superfici. Il Caffè Eden (chiuso da prima del terremoto) costituisce un raro esempio, specificamente protetto da vincolo di destinazione, di locale storico, interamente allestito negli anni Trenta del Novecento e decorato con dipinti murali e altri elementi di arte decorativa quali serramenti, specchi, rilievi in metallo e pavimentazioni a mosaico. Interessato da restauri che hanno prodotto estese ridipinture, ha subito dilavamenti nel periodo successivo al terremoto. Il progetto ne prevede il completo restauro. Attraverso una diversa configurazione architettonica della superficie a vetrata opaca attualmente presente nel soffitto, si consentirà, oltre a una migliore illuminazione, la comprensione della natura dello spazio in cui questo ambiente è stato collocato (il cortile interno) e la possibilità di osservare il fusto del campanile medievale nel suo intero sviluppo. La sala della Camera di commercio è stata realizzata sul finire degli anni Venti del Novecento come compendio di arti figurative e applicate. Restaurata pochi anni prima del 2009, non ha subìto danni significativi a seguito del terremoto. Si prevedono accertamenti e limitate opere manutentive», conclude la relazione.
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