Quattro assessori lasceranno la giunta

20 Gennaio 2020

L’annuncio di Di Masci: «Domani si dimettono Biagi e Tirimacco». Poi andranno via anche Mariani e Fasciani

SULMONA. Lo aveva annunciato nell’ultimo consiglio comunale, quello del ritiro dell’appoggio alla giunta Casini, ora Bruno Di Masci ha fissato anche il giorno: domani i suoi assessori di riferimento, Mauro Tirimacco e il vicesindaco Luigi Biagi rimetteranno nelle mani del sindaco le proprie deleghe. Insieme a loro usciranno dalla giunta anche gli assessori Stefano Mariani e Pierino Fasciani, lasciando il sindaco con la sola Manuela Cozzi che ha dichiarato di restare fedele fino alla fine a chi l’ha voluta in giunta. Una città quindi senza governo a un mese esatto dalla scadenza del 21 febbraio che rappresenta lo spartiacque tra nuove elezioni a primavera o un lungo commissariamento fino al prossimo anno. E la decisione è ora paradossalmente proprio nelle mani del primo cittadino che, a questo punto, o prende atto di non aver la maggioranza e si dimette o tira dritto come ha detto più volte di voler fare, spalancando le porte all’arrivo del commissario prefettizio dopo il 21 febbraio quando sarà l’opposizione a mandarla a casa. Con la città che dovrà aspettare oltre un anno per rieleggere il sindaco e una nuova amministrazione. Ipotesi quest’ultima, sponsorizzata dallo stesso Pd che, dopo aver chiesto fino all’altro giorno al sindaco di liberare la città, ha fatto chiaramente capire di non sentirsi pronto per affrontare una durissima battaglia elettorale già dal mese di febbraio. Stesso discorso lo fanno i tre consiglieri di Italia Viva insieme a Mauro Tirabassi (Fratelli d’Italia) e a Maurizio Balassone (Sbic) i quali, se avessero voluto, già da tempo si sarebbero coalizzati per staccare la spina al primo cittadino organizzando la raccolta contestuale di firme di nove consiglieri comunali, visto che i sei di minoranza possono contare sui tre dimasciani usciti da tempo dalla maggioranza. Così come ha ribadito Di Masci ieri nell’affollato incontro organizzato con i suoi sostenitori, oltre un centinaio, che hanno applaudito durante l’intervento dell’ex sindaco che dopo aver annunciato il ritiro dei suoi assessori, ha detto di essere pronto così come Antonio Di Rienzo e Claudia Fauci a firmare la sfiducia nei confronti del sindaco. «Ma in tre possiamo fare poco se la minoranza, invece di fare quello che di solito fa la minoranza, continua a traccheggiare per arrivare indenne fino al 21 febbraio», ha detto Di Masci, annunciando anche una denuncia per diffamazione nei confronti dei vertici provinciali. «Querelo Piacente perché noi non possiamo essere espulsi in quanto non abbiamo rinnovato la tessera di partito», conclude l’ex sindaco, che si dice pronto ad affrontare, «ma non come protagonista», la prossima battaglia elettorale, lasciando aperta la porta all’ennesimo colpo di scena.
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