Quattro città firmano la Carta per il rilancio delle zone interne

Incontro tra i sindaci dell’Aquila, Ascoli Piceno, Avellino e Carpi per elaborare una strategia comune Biondi annuncia anche la candidatura del capoluogo a Capitale italiana della cultura per il 2021
L’AQUILA. Cultura, formazione, innovazione e turismo. Si muove su quattro linee d’azione la Carta dell’Aquila, il manifesto delle città delle aree interne presentato, ieri, a Palazzo Fibbioni.
Lanciata dal sindaco Pierluigi Biondi, la proposta è stata condivisa dai sindaci di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, di Avellino, Gianluca Festa, e di Carpi, Alberto Belelli, rappresentato dall’assessore alla Ricostruzione Riccardo Righi, che hanno preso parte alla presentazione dell’iniziativa.
Il manifesto-appello rappresenta uno strumento operativo e sollecita il legislatore nazionale «a intervenire per dare nuovo impulso ad asset strategici di realtà che, quotidianamente, si confrontano con i problemi legati all’orografia dei territorio o alla complessità di politiche di rinascita a seguito di calamità naturali». L’occasione, per Biondi, anche per annunciare la candidatura dell’Aquila città-territorio a Capitale della cultura 2021.
CARTA DELL’AQUILA. “Dalle vette dell’Appennino in cima all’Italia”, l’ambizioso slogan scelto per illustrare il manifesto delle città delle aree interne nell’incontro moderato da Antonio Noto, presidente dell’Istituto Noto Sondaggi, a cui hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale alle Aree interne, Guido Quintino Liris, e il direttore dell’Agenzia per la coesione territoriale, Antonio Caponetto. Cultura, formazione, innovazione e turismo gli assi portanti del manifesto, un hub di competenze su cui calibrare politiche di investimento, per rendere le zone appenniniche smart, più attrattive per famiglie e imprese, attivando connessioni virtuose tra i Comuni. «La Carta dell’Aquila è un punto di riferimento per le comunità dell'Italia “in salita”: territori che sono alle prese con la sfida della ricostruzione o dello spopolamento», ha spiegato il sindaco Biondi, «formazione e innovazione sono temi centrali per sostenere il percorso di rinascita, dopo il terremoto del 2009, che scommette su un diffuso sistema di competenze. È in preparazione una convenzione con il Gran Sasso Science Institute per lavorare a una normativa sulle aree interne e sui sistemi territoriali della conoscenza». La Carta propone politiche e interventi in grado di arrestare l’esodo dalle zone interne, la valorizzazione del rapporto città-aree periferiche nell’ambito della programmazione 2021/2027, nuove e più efficienti infrastrutture per la mobilità, per avvicinare l’Appennino alle coste, e la promozione di centri di competenza di livello nazionale, anche in collaborazione con le Università.
BUONE PRATICHE. Quattro esperienze positive, che rappresentano un’eccellenza nelle rispettive realtà territoriali. Buone pratiche che dimostrano come sia possibile fare impresa, anche in aree svantaggiate o colpite da catastrofi. L’Aquila ha portato l’esperienza Dante Labs, azienda leader nello studio del genoma, puntando sull’alta formazione; Ascoli si è orientata sul turismo, con Carlo Bachetti Doria; Carpi sulla cultura, con il Festival della filosofia; e Avellino sull’innovazione, con Michele Santoro, digital strategist di Acca software. «Unendo le nostre forze, riusciremo a far sì che le aree interne tornino a essere motore trainante del nostro Paese», il commento di Fioravanti. Belelli ha puntato, nel suo intervento, «sulla cultura, da sempre al centro delle nostre azioni». Per Festa «anche città così duramente colpite possono rappresentare un modello di buone pratiche». Da Biondi e Fioravanti, un giudizio «fortemente negativo sul decreto sisma, che non soddisfa le esigenze prioritarie dei territori».
CAPITALE DELLA CULTURA. «Stiamo per predisporre la manifestazione d’interesse per concorrere a Capitale italiana della cultura 2021», ha detto infine Biondi.
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