«Quattro scuole su 6 non sono sicure»

Il presidente della Provincia, De Crescentiis a Delrio: a norma solo il Mazara e il Vico a Sulmona, oltre all’Itis di Pratola
SULMONA. Quattro scuole superiori su sei necessitano di interventi di mitigazione sismica dal 2009. Dal terremoto dell’Aquila, infatti, poco o nulla è stato fatto sugli istituti a Sulmona e dintorni. Gli unici a stare in regola con le ultime norme sismiche, grazie ai recenti interventi, sono il Mazara (sede dell’Istituto d’arte) e il Vico (dove è ospitato il Liceo socio psicopedagogico). Ma il vero primo della classe è l’Itis di Pratola, inaugurato da poco e realizzato con moderne tecniche di costruzione. Qui sono ospitati anche gli studenti dell’istituto Agrario di Pratola, vista l’inagibilità del Serpieri sulla Statale 17. La sede storica dell’Ipssar, attigua all’azienda agricola parte integrante del programma di studi, necessita di interventi per meno di due milioni di euro. Più complesso il caso del liceo classico Ovidio, chiuso dal 2009, assieme alla attigua biblioteca comunale, e dell’Istituto De Nino-Morandi (sede di Ragioneria e Geometri) dove la magistratura è intervenuta a ottobre 2014 proprio per bloccare i lavori di mitigazione sismica in corso, non a norma. Il primo, monumento all’immobilismo e agli intrecci burocratici fra enti competenti, il secondo simbolo delle lungaggini processuali che lo tengono sigillato da due anni. Proprio di recente la Procura ha concesso un accesso temporaneo alla Provincia per organizzare i sopralluoghi dei tecnici e rimettere in moto la macchina dei lavori. Serviranno circa quattro milioni di euro, per aggiungere i pilastri spariti fra il progetto originario e l’esecuzione dei lavori, oltre che per mettere in sicurezza un’intera porzione della scuola e per ritinteggiare le pareti, che erano state dipinte di fresco, e sostituire i vetri delle finestre rotti da due anni di abbandono.
Per il Classico di piazza XX Settembre sono stati già stanziati 4 milioni di euro, due dal Cipe e 2 milioni e 200mila dalla Provincia, ma si resta in attesa del progetto da parte del Comune che è proprietario dell’immobile, vincolato dalla Soprintendenza. A sorpresa anche uno degli ultimi istituti scolastici costruiti in città, come il Liceo Scientifico Fermi, inaugurato nel 1997 dopo un cantiere quasi ventennale, necessita di interventi di mitigazione sismica che salgono a 6 milioni di euro, vista l’ampia metratura Sono sedici i milioni di euro necessari, dunque, per rimettere in sicurezza le scuole superiori cittadine, secondo il calcolo del presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, che ha accusato la Regione di immobilismo e che rivendica la certezza dei finanziamenti col ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio.
«Ho rappresentato la necessità di garantire, in tempi brevi, l’avvio dei lavori negli edifici scolastici di tutta la provincia e in particolare della Valle Peligna, per restituire ai genitori e ai ragazzi la necessaria tranquillità cui hanno legittimamente diritto», dice De Crescentiis. Discorso a parte per asili e scuole elementari e medie della città, su cui il Comune conta di investire fino a 15 milioni di euro, anche per placare l'ansia del comitato genitori che ha organizzato marce e sit-in.
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