Quattrocchi contro il presidente
«La zona Cesalonga non era idonea, lo ha stabilito la Provincia»
AVEZZANO. Si infiamma la polemica tra l’Ambito territoriale di caccia di Avezzano e la squadra di cacciatori a cui il presidente Giacomo Di Domenico aveva assegnato una zona di Luco. Dopo la condanna in primo grado dell’Atc, che ha previsto il risarcimento del danno nei confronti di un giovane cacciatore che si era rivolto al giudice perché la zona non era idonea alla caccia al cinghiale e quindi aveva subito un danno ecomico, per tutta una stagione venatoria, il presidente Di Giacomo aveva precisato che in realtà quell’area era stata assegnata a un’altra persona e cioè a Michele Quattrocchi.
«In merito alla replica del presidente dell’Atc di Avezzano Di Domenico, rappresentante della Federcaccia» scrive Quattrocchi, «faccio presente che quanto dichiarato non corrisponde alla realtà dei fatti. La zona denominata “Cesalonga”, di fatto è stata dichiarata non idonea per la caccia al cinghiale dal dirigente dell’Ufficio caccia della Provincia dell’Aquila Francesco Bonanni, previa comunicazione ufficiale diretta al presidente dell’Atc e successiva testimonianza resa dinanzi al giudice di pace di Avezzano», continua, «per gli stessi fatti la Procura non ha archiviato il procedimento penale che è seguito alla mia denuncia, in quanto mi risulta ancora pendente. Infine gli Ambiti territoriali di caccia sono soggetti al controllo della Corte dei conti, come tutti gli altri organismi pubblici. Infatti, la Corte dei conti dell’Umbria, con la sentenza 133 del 2015, ha condannato i membri del Comitato di Gestione (presidente e consiglieri) dell’Atc Terni 3, a risarcire l’Ente per un danno erariale di oltre un milione di euro. A questo punto sorge spontaneo chiedersi, come può un presidente, in carica da oltre dieci anni, non conoscere la natura giuridica dell’Ente che presiede?». (m.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

