Quei 91 quadri di Tito Pellicciotti che il Comune dovrà restituire

13 Aprile 2021

Non rispettate le volontà contenute nella donazione, tre eredi del pittore vincono la battaglia legale I dipinti abbandonati in un magazzino. In caso di nuova inadempienza interverrà il prefetto

L’AQUILA. Il Tribunale amministrativo regionale ha ordinato al Comune dell’Aquila la restituzione agli eredi dell’artista Tiziano (Tito) Pellicciotti (1871-1950) di 91 dipinti, della tavolozza “su cui il maestro dipingeva” e due bollati del pittore Filippo Palizzi della scuola di Napoli. Le opere d’arte erano state donate nel 1996 all’Ente locale ma due sentenze, la prima del tribunale civile nel 2009 e la seconda della Corte d’Appello nel 2016 avevano accolto le ragioni degli eredi dell’artista, Pierfranco Ventura, Luciano De Angelis e Vittoriano De Angelis. Il Comune dell’Aquila, nonostante le due sentenze, non aveva mai restituito le opere d’arte, tanto che gli eredi, rappresentati dall’avvocato Alberto Villani, hanno fatto ricorso al Tar “per l’esecuzione” delle decisioni del 2009 e del 2016.
COSA DICE LA SENTENZA. I giudici amministrativi nella sentenza scrivono, tra l’altro: «I ricorrenti agiscono per l’esecuzione della sentenza del tribunale dell’Aquila confermata dalla Corte d’Appello che ha pronunciato la risoluzione della donazione modale (in base alla quale il donatario è tenuto all’adempimento di alcune clausole pena la risoluzione, ndr) stipulata nel 1996 avente a oggetto 91 dipinti del maestro Tiziano (Tito) Pellicciotti, la tavolozza sui cui il maestro dipingeva e due Bollati del pittore Filippo Palizzi della Scuola di Napoli che il Comune non ha inteso finora restituire. Resiste il Comune dell’Aquila che eccepisce preliminarmente l’inammissibilità del ricorso, in quanto la sentenza non sarebbe suscettibile di esecuzione, perché avente natura meramente dichiarativa. L’eccezione del Comune non può essere accolta, la sentenza infatti ha portata esecutiva in quanto contiene una statuizione di condanna e quindi per l’effetto l’amministrazione comunale deve ridare agli eredi dell’artista, gli odierni ricorrenti, la collezione delle opere del maestro Pellicciotti. Il Comune dell’Aquila dovrà pertanto restituire i 91 dipinti, la tavolozza sui cui il maestro dipingeva e due bollati del pittore Filippo Palizzi della Scuola di Napoli entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione di questa sentenza. Per il caso di ulteriore inadempimento del Comune, il tribunale nomina sin d’ora, quale Commissario ad acta, il prefetto dell’Aquila, con facoltà di delega, il quale dovrà provvedere all’integrale esecuzione della menzionata sentenza, in luogo e in vece dell’amministrazione inadempiente, entro l’ulteriore termine di trenta giorni».
QUADRI IN UN MAGAZZINO. Le opere di Pellicciotti, come risulta da una delibera di giunta comunale del 19 marzo 2020 sono attualmente in un magazzino dell’Autoparco comunale, zona stazione ferroviaria (prima del sisma del 2009 molte erano a Palazzo Margherita) e dalle schede relative risulta che alcune hanno dei danni, seppur lievi. Le sentenze si basano sul fatto che il Comune è stato inadempiente rispetto agli obblighi che aveva assunto con la donazione (i dipinti, complice anche il sisma, sono stati di fatto abbandonati in magazzino).
CHI ERA. Tiziano Pellicciotti detto Tito nasce il 2 dicembre 1871 a Barisciano. Suo padre Carlo, scultore locale, intuisce subito la passione del giovane al disegno. Tito si trasferì a Napoli e si iscrisse all’Istituto di Belle arti dove ebbe come maestri Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Altro suo maestro fu Teofilo Patini. In base alle sue biografie “terminata la formazione a Napoli e dopo una breve frequentazione del circolo michettiano di Francavilla, Pellicciotti fa ritorno a Barisciano. Nelle sue opere rivolge attenzione al mondo agreste della sua terra rappresentando interni rustici e di stalla, contadini e pastorelle, basti e greppie ma soprattutto animali domestici. Nel 1911 Pellicciotti partecipa alla campagna di Libia che gli ispirano una produzione artistica i cui temi sono carovane di cammelli, deserti e oasi. Nel corso della sua carriera organizza mostre personali a Roma, Napoli, L’Aquila. Tito Pellicciotti muore nel suo paese natale, Barisciano, il 12 aprile 1950. Una mostra retrospettiva fu organizzata nel Forte spagnolo dal 3 al 30 agosto del 1993 in coincidenza con la Perdonanza».
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