Quei malati morti senza avere rimborsi

Trasferte a proprie spese per cure oncologiche, da 10 anni combattono centinaia di pazienti. E alcuni non ce l’hanno fatta
AVEZZANO. Alcuni sono morti nella vana attesa di un rimborso. Tanti altri sono costretti a combattere non solo contro la malattia, ma anche contro una cieca burocrazia, facendo fronte alle spese di trasferta e di cura di tasca propria, senza l’aiuto dello Stato. È la situazione che hanno vissuto o vivono i malati oncologici a causa dei mancati rimborsi. Molti sono marsicani, costretti a viaggiare verso centri d’eccellenza italiani che si trovano a centinaia di chilometri. Una vergogna che si protrae ormai da più di dieci anni e che, nonostante il tentativo della politica regionale di stanziare fondi a tale scopo, non ha portato ai risultati sperati perché lo Stato si è opposto. E così decine di pazienti, al di là di qualsiasi reddito abbiano, sono costretti a fare la spola da un ospedale all’altro, a volte anche fuori regione, pagando tutto di tasca propria e facendo grandi sacrifici economici e attendendo inutilmente di essere rimborsati. Alcuni di loro sono addirittura morti senza mai vedersi rimborsate le spese sostenute negli anni per le loro cure. Altri attendono ancora e sperano che qualcosa si sblocchi. È il caso di uno dei tanti pazienti marsicani che dopo la malattia, scoperta nel 2012, ancora oggi non ha ottenuto nulla.
«La cosa che mi ha colpito», racconta l’uomo di Avezzano, «è che quando sono andato a chiedere informazioni alla Asl riguardo alle procedure per ottenere i rimborsi, mi hanno addirittura sconsigliato di avviare la pratica. Tanto i soldi non ci sono, mi hanno spiegato, è inutile che perda del tempo per avviare le pratiche, hanno detto con grande garbo».
E quindi i rimborsi oncologici, vecchi e nuovi, sembrano essere un miraggio.
«Questa situazione», spiega l’avezzanese, «equivale a privare molti malati delle cure necessarie perché si ritrovano costretti, per mancanza di soldi, a rinunciare a trasferte in ospedali specializzati per la loro tipologia di malattia e che potrebbero salvare delle vite».
Eppure la Regione, in più occasioni, ha predisposto nei bilanci un capitolo specifico per erogare le risorse ai malati oncologici come rimborso spese.
«La Corte costituzionale ha bloccato i finanziamenti», ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, «ha ritenuto questo tipo di spese extra Lea, cioè al di fuori dei livelli essenziali di assistenza».
In sostanza, per lo Stato, non si possono rimborsare le spese da sostenere per curare malattie oncologiche. Non sono quindi prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire ai cittadini. Di conseguenza, i rimborsi non sono dovuti. E ogni volta che la Regione stanzia i fondi alla fine non possono essere erogati.
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