Quei nonnetti senza il bar si “incontrano” sui video

A Pescina sei pensionati creano una chat su whatsapp per restare in contatto Biagio ha 92 anni: «Ci raccontiamo aneddoti e barzellette per farci forza»
PESCINA. Il coronavirus impedisce loro di ritrovarsi ogni giorno al bar del paese per scambiare quattro chiacchiere in allegria o disputare una partita a carte per ingannare il tempo, così decidono di ovviare al problema creando un gruppo su whatsapp per restare quotidianamente in contatto attraverso messaggi e pure videochiamate durante tutto questo periodo di restrizioni e divieti a causa della grave emergenza sanitaria. I protagonisti di questa bella storia di amicizia, ai tempi del coronavirus, sono sei inseparabili e arzilli pensionati di Pescina, a quanto pare in grado di servirsi della tecnologia alla stregua dei loro nipoti. L’ideatore della chat tra amici è Biagio Gallese, che con le sue 92 primavere è il più anziano dei sei. Gli altri membri del gruppo virtuale sono Alfredo, Daniele, Tonino detto Alfa, Tonino Iulianella e Alfredo di Roma. Tutti over settantacinque. Quattro vivono stabilmente nella città siloniana, mentre due si sono trasferiti a Roma per fare ritorno in paese nel periodo estivo o in occasione delle feste comandate. «Siamo tutti anziani e non potendo uscite di casa abbiamo pensato di rimediare con messaggi e videochiamate per tenerci comunque in contatto durante questa emergenza», spiega Gallese, ex dirigente dell’Ente Fucino e sindaco di Pescina dal ’70 al ’76. «Prima del coronavirus il bar era il nostro ritrovo durante l’inverno, mentre in estate ci spostavamo sulle panchine della piazza sotto l’ombra degli alberi al fresco. Oggi nei messaggi che ci inviamo quotidianamente ci scambiamo principalmente notizie su cosa accade in paese per restare sempre aggiornati. Poi ognuno di noi racconta agli altri come ha trascorso la giornata. Ogni tanto facciamo pure una videochiamata per scambiare quattro chiacchiere faccia a faccia e c’è spazio anche per aneddoti dialettali e barzellette che ci aiutano in qualche modo a sdrammatizzare e tenere alto il morale in questo brutto periodo che stiamo attraversando».
Ed è qui che la mente dell’ex presidente della Comunità Montana torna indietro nel tempo fino alla Seconda guerra mondiale. «La situazione che stiamo vivendo è quasi paragonabile al secondo conflitto mondiale. All’epoca avevo 16 anni», racconta Gallese, «ma la guerra si combatteva contro un nemico visibile. Ricordo che durante i bombardamenti ci si riparava negli scantinati dove ci sentivamo più o meno al sicuro nascondendo la testa sotto le pagine dei giornali, mentre sulle nostre teste cadevano le bombe. Ma questo nuovo nemico invisibile, sconosciuto e che non possiamo affrontare fa ancora più paura. Spero che gli scienziati riescano a trovare presto un vaccino così tutto tornerà alla normalità e potrò uscire di nuovo per riabbracciare gli amici di sempre».
Intanto nell’attesa di tornare a vedersi al bar o in piazza, questi inseparabili pensionati hanno imparato ad utilizzare uno smartphone e le sue applicazioni, come whatsapp, per continuare ad incontrarsi ogni giorno almeno virtualmente. In questa storia di autentica amicizia sono ancora una volta le vecchie generazioni, quelle resilienti, ad impartire un'ennesima lezione di vita soprattutto ai più giovani.
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