«Quei voti a scuola e le ingiustizie per gli adolescenti»
Da Annarita Cirstensiense riceviamo e pubblichiamo una lettera su presunte disparità nei voti dati agli alunni delle scuole. La chiamano media matematica, ma di essa a Sulmona non ce n’è traccia. La...
Da Annarita Cirstensiense riceviamo e pubblichiamo una lettera su presunte disparità nei voti dati agli alunni delle scuole.
La chiamano media matematica, ma di essa a Sulmona non ce n’è traccia. La cosiddetta media matematica consiste nel sommare tutti i voti ottenuti da ogni singolo studente per poi dividerle per il numero delle materie svolte. A Sulmona oltre a ciò ci si aggiunge la cosiddetta preferenza. Ci sono stati numerosi casi in cui la preferenza ha sopraffatto la matematica, e ora che si è giunti al termine degli esami di maturità o di licenza media, i ragazzi vittime di questi giudizi obsoleti sono rimasti delusi dalle aspettative e da questi giudizi non appropriati.
In Italia ci si lamenta del sistema della buona scuola di Renzi ma poi sono i docenti stessi i primi a “toppare”, a fare cose non giuste nei confronti degli alunni, che dopo un lungo anno passato sui libri a studiare vengono presi in giro e delusi. Ragazzi che, appena finiti gli esami, erano dispiaciuti di andar via e di lasciare quei docenti a cui si erano affezionati ora sono i primi a dire addio a quella scuola da loro tanto amata, perché i bei momenti si imprigionano nel cuore ma la delusione li fa andar via e prende il sopravvento. Non ci sono stati solamente casi di delusione, perché oltre ad essi ci sono stati casi di ragazzi sopravvalutati, perché se un ragazzo viene deluso nel periodo dell’adolescenza diventa un adolescente deluso, e questa sua delusione rimane in sè per sempre, e se invece un adolescente lo si sopravvaluta quell’adolescente diventa un adolescente montato, uno di quelli che pensa che nella vita ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutarlo.
Per concludere vorrei citare due frasi: «Adesso è il mio turno. Ora apro la mia boccaccia e dico quello che mi pare». «Ho sempre pensato che la scuola fosse fatta prima di tutto dagli insegnanti, ma dopo questo ho cambiato opinione».
Annarita Cirstensiense

