Quel copia-incolla che ha liberato tutti

14 Aprile 2016

Annullata l’ordinanza: ecco le motivazioni del tribunale del Riesame. I difensori: «Subito il processo»

TAGLIACOZZO. Un provvedimento copia-incolla. E come emerge dalla valutazione dei giudici del tribunale del Riesame «sarebbe stato sufficiente procedere all’autonoma valutazione» degli elementi probatori. Cosa che il gip Maria Proia non ha fatto, violando la legge. Per il Riesame «deve rivelarsi come il gip abbia semplicemente operato una trasposizione automatica di quanto il pm ha riportato nella sua richiesta».

Queste le motivazioni che hanno portato il presidente Ciro Riviezzo (giudice estensore Giuseppe Romano Gargarella, giudice a latere Guendalina Buccella) a dichiarare nulla l’ordinanza che ha consentito gli arresti di Maurizio Di Marco Testa, sindaco dimissionario di Tagliacozzo, dell’assessore Gabriele Venturini e dell’architetto Carlo Tellone. Ieri tutti e tre sono tornati in libertà. Le indiscrezioni trapelate lunedì dagli ambienti giudiziari hanno trovato conferma. Oggi il Riesame esamina anche il ricorso presentato da Gianpaolo Torrelli, il capo dell’ufficio tecnico del Comune di Tagliacozzo ancora agli arresti domiciliari. Torrelli è difeso dagli avvocati Vittoriano Frigioni e Evelina Torrelli. Ma la strada è ormai tracciata e anche Torrelli sarà presto libero. Le accuse restano inalterate, ma si tratta di un duro colpo per l’immagine della Procura. Tanto che negli uffici di via Corradini non si nasconde l’imbarazzo.

Nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Roberto Savelli si evidenzia un malaffare nel Comune di Tagliacozzo, in particolare nella gestione di appalti e incarichi. Soldi pubblici spesi senza seguire le regolari procedure previste per legge.

«Dopo il provvedimento del Riesame», afferma l’avvocato Roberto Verdecchia, difensore di Di Marco Testa, «resta l’amarezza per ciò che è accaduto. Si rischia di fare danni seri nei confronti della città di Tagliacozzo e delle persone coinvolte. Potrebbe essere una vittoria di Pirro perché il pm potrebbe reiterare l’ordinanza. Anche se a nostro avviso le prove testimoniali e documentali smontano il quadro accusatorio».

Gli avvocati Antonio Milo, Franco Colucci e Alessandro Fanelli, difensori di Tellone e Venturini, invitano la Procura a chiudere velocemente le indagini: «Si faccia un processo rapido. Siamo intenzionati a chiedere il giudizio immediato rinunciando all’udienza preliminare, pronti a dimostrare in un pubblico dibattimento l’assoluta innocenza dei nostri assistiti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA