Quell’ex mobilificio in totale abbandono alle porte della città

19 Maggio 2018

Il vecchio immobile di proprietà dell’Ater sta crollando Protestano i residenti: «Qui soltanto topi ed erbacce»

SULMONA. Un edificio in completo abbandono da una ventina d’anni, da quando venne rilevato dall’Ater dopo la dismissione di un vecchio mobilificio.
Oggi è in totale degrado: tetto che continua a crollare, muri che vanno sbriciolandosi, erbacce e cespugli alti ormai come alberi che hanno di fatto sommerso l’intero stabile, ratti e altri animali che si aggirano all’interno di quell’area. Questo è lo stato in cui versa l’ex mobilificio Scipione, su viale della Repubblica proprio all’ingresso della città.
Un biglietto da visita indecoroso che da tempo sta provocando segnalazioni e proteste da parte dei residenti della zona. «Non ne possiamo più dello stato penoso in cui versa il vecchio mobilificio», protesta un meccanico che ha l’officina proprio lì accanto. «Il tetto, già da tempo pericolante continua a crollare, pezzo dopo pezzo, per non parlare dei topi che stanno invadendo l’intera zona. Le erbacce ormai sono arrivate a occupare la sede stradale, tanto da provocare danni alle auto in transito. Il Comune deve intervenire immediatamente e fare qualcosa per fermare questo degrado provvedendo a ripristinare condizioni di decoro, di igiene e sicurezza».
Dal Comune fanno, però, sapere di avere le mani legate perché l’edificio è di proprietà dell’Ater e senza la concertazione con l’ente non si può intervenire.
A dire il vero è da tempo che l’Ater ha proposto vari progetti per la riqualificazione di quell’area. Piani di recupero urbano, Piani integrati e altre iniziative che dovevano servire a valorizzare la zona anche perché a pochi metri sorge il più importante centro commerciale della Valle Peligna.
Da anni, al posto del mobilificio sarebbe dovuto sorgere un villaggio residenziale: appartamenti costruiti secondo le più avanzate tecnologie per il risparmio energetico e per la prevenzione del rischio sismico.
Progetti finora rimasti solo sulla carta mentre l’edificio continua a crollare. Nel frattempo la porzione confinante dell’immobile, che era parte integrante del mobilificio di proprietà di un privato, è stata sistemata ed ora ospita una modernissima palestra.
«Non riusciamo a capire come mai un’ala del complesso sia stata sistemata in tempi rapidi, mentre quella di proprietà di un ente pubblico è ormai da anni abbandonata e nel più assoluto degrado», concludono i residenti. «Come sempre c’è solo da pensare che quando c’è di mezzo la burocrazia e la politica tutto diventa più difficile e alla fine a rimetterci sono sempre i cittadini. Ma questa volta non siamo più disponibili a sopportare questa situazione per altro tempo e se l’edificio non sarà messo in sicurezza saremo costretti a rivolgerci alla Procura della Repubblica».
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