«Quell’uomo mi ha violentata»

10 Febbraio 2021

Racconto choc di una giovane, 44enne nei guai. La Procura chiede il test del Dna

SULMONA. Si è presentata in commissariato di prima mattina in stato confusionale e ancora sconvolta per quello che le era accaduto dicendo tra le lacrime di essere stata violentata. Una notte da incubo che una giovane di Sulmona avrebbe trascorso a casa di un 44enne del posto, il quale contro la sua volontà l’avrebbe presa con la forza fino ad avere un rapporto sessuale. Di fronte al suo rifiuto, stando al racconto della donna, l’uomo l’avrebbe sollevata di peso e fatta sedere sul tavolo della cucina. Quindi dopo averla ripetutamente schiaffeggiata, colpita con i pugni sui fianchi, sulle costole e sulla schiena, avrebbe strappato i leggings indossati dalla ragazza. Non contento di quello che aveva fatto, sempre secondo il racconto della giovane sulmonese, l’uomo le avrebbe sequestrato il cellulare per impedirle di telefonare. Trascorsa la notte, la giovane si sarebbe svegliata presto e con una scusa sarebbe riuscita a scappare recandosi in commissariato a denunciare l’incubo vissuto. Un racconto, quello della ragazza, allo stesso drammatico e pieno di particolari che i poliziotti del commissariato hanno voluto immediatamente verificare recandosi a casa dell’uomo dove hanno avviato un’accurata perquisizione trovando il telefonino della ragazza e all’interno di un frigorifero spento un barattolo contenente una sostanza (forse droga) che sarà sottoposta ad analisi da parte della sezione di polizia scientifica del commissariato. Davanti alle contestazioni della polizia, l’uomo avrebbe dichiarato di non aver fatto alcuna violenza alla giovane ma che la stessa sarebbe stata consenziente. La mattina stessa del 2 febbraio, giorno della denuncia e della conseguente perquisizione, la giovane sarebbe stata accompagnata in ospedale dove sarebbe stata sottoposta a visita medica per accertare l’entità delle lesioni. Ieri l’inchiesta, che vede l’uomo accusato di violenza sessuale, lesioni e furto, ha avuto un altro importante passaggio con il sostituto procuratore Stefano Iafolla che ha chiesto e ottenuto di sottoporre l’indagato alla prova del Dna. Il magistrato vuole accertare attraverso l’esame della saliva se le tracce organiche ritrovate sui vestiti della giovane sulmonese, siano compatibili con il Dna del 44enne. Bisogna sottolineare che l’indagato si è sottoposto spontaneamente all’esame ribadendo che la giovane era pienamente consenziente. Quello che dovrà spiegare, invece, sono le lesioni, che sarebbero state riscontrate sul corpo della ragazza. L’uomo è assistito dall’avvocato Alessandro Margiotta. (c.l.)