Quella truffa nel nome di Matteo Salvini

20 Novembre 2019

Giovane di Avezzano assolto: è omonimo del leader leghista ed è stato vittima di un furto d’identità

ROCCARASO. Affittava appartamenti per la stagione invernale a Roccaraso e dopo aver incassato i soldi non metteva a disposizione dei turisti e degli appassionati della neve gli appartamenti. Ma di quella truffa lui non sapeva nulla poiché, a sua volta, è stato vittima di un furto d’identità. Ieri per Matteo Salvini – omonimo del leader della Lega – originario di Avezzano, è arrivata la sentenza di assoluzione con formula piena, per non aver commesso il fatto. A pronunciare il dispositivo il giudice monocratico del tribunale di Sulmona, Concetta Buccini. I fatti risalgono al dicembre 2015 quando: nell’approssimarsi del Capodanno, due donne che volevano trascorrere l’ultimo dell’anno a Roccaraso si sono recate in procura a Sulmona per denunciare la truffa che avevano subito. Secondo l’accusa Salvini, con artifizi e raggiri, avrebbe proposto tramite siti internet la locazione di appartamenti alle due malcapitate che, dopo aver contattato un numero telefonico di riferimento, avevano accreditato la somma di 200 euro sulla poste pay che era stata indicata sulla rete. Soldi che erano stati regolarmente messi all’incasso. Ma quando le due donne sono andate a Roccaraso per avere a disposizione l’appartamento, hanno scoperto che si era trattato di una truffa. Per di più con l’aggravante, perché tramite i contatti telematici a distanza non hanno avuto la possibilità di controllare l’identità e la serietà dell’interlocutore. Dopo il rinvio a giudizio si è aperto il dibattimento e Salvini si è dichiarato estraneo ai fatti. Alla fine l’omonimo del leader della Lega è stato assolto. (c.l.)
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