Quelle avventure di don Carmine

14 Gennaio 2026

Il prete di montagna, il Papa sciatore e la tragedia dell’elicottero: le pillole in tv stasera a “Neve d’Abruzzo”

L’AQUILA. Immaginate un sacerdote di campagna, intorno al 1860, mentre si arrampica su colle del Nibbio per raggiungere la chiesetta di San Felice, a 1.919 metri di altitudine. Si chiama don Carmine Mancini e, sfidando intemperie e rigore invernale, con la tonaca appesantita dalla neve, scansa arbusti e crepacci per raggiungere i suoi parrocchiani, tutti pastori, costretti a restare tra le montagne per accudire le greggi. E con una sorta di benedizione urbi et orbi raggiunge anche chi non riesce a presenziare alla messa in quota.

Partono da qui, da questo ricordo che risale alla fine del 1800, gli albori di Campo Felice, una delle stazioni sciistiche più rinomate dell’Appennino. La storia, tratta dal libro “La Baiarda” di Igino Di Marco, racconta i primordi della stazione. Quella chiesetta, oggi non più esistente, darà il nome al comprensorio. Nel 1966, l’allora sindaco Aldo Iacovitti si dimette per dedicarsi anima e corpo al progetto della stazione sciistica. Sceglie come consulente, tra gli altri, l’ex pluricampione del mondo di sci, il francese Émile Allais, e numerosi esperti.

Il comprensorio ospita più volte papa Wojtyla, al quale è stata intitolata una parte della Pista degli innamorati: gustoso in tutti i sensi il ricordo di Gennaro Di Stefano, sindaco di Rocca di Cambio e direttore degli impianti che sciò più volte con il pontefice. L’area è però funestata, il 24 gennaio 2017, da una terribile tragedia quando un elicottero del 118, a causa della nebbia, si schianta contro la montagna e provoca la morte di sei persone: cinque operatori dell’emergenza e uno sciatore romano ferito a una gamba. Stasera alle 20.30 su Rete8 potrete approfondire il ricordo di queste tre storie durante la trasmissione Neve d’Abruzzo.

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