Quelle vittime nei cantieri della ricostruzione

23 Agosto 2023

Dal dramma di San Pio delle Camere a quello di Di Virgilio, muratori rimasti uccisi nel post terremoto

L’AQUILA. Romeno come Viurel Stupariu era anche Cristian Susanu, operaio 42enne di Roio morto due anni fa a San Pio delle Camere insieme al collega Dzevdet Uzeiri, 61enne originario della Macedonia. La tragedia si consumò in uno dei cantieri della ricostruzione post sisma nella piccola frazione di Castelnuovo. I due muratori stavano ristrutturando un immobile quando si è verificato un crollo e sono sprofondati per cinque piani travolti da un cumulo di detriti. Per loro non ci fu nulla da fare. Quella tragedia segnò l’opera della ricostruzione: forte fu il messaggio lanciato da istituzioni e sindacati per la tutela dei lavoratori. E invece di “morti bianche” ne sono arrivate altre. Come quella di Luca Di Virgilio, operaio di Bazzano rimasto ucciso il 22 ottobre 2022 in un altro dei cantieri della ricostruzione a Leonessa, in provincia di Rieti. L’uomo, 62 anni, stava pittando la facciata di un condominio quando è precipitato da una scala. Un volo di dieci metri che si è rivelato fatale. Sulla morte di Di Virgilio è stata aperta un’inchiesta dalla procura di Rieti. Tragedia sfiorata, invece, appena qualche mese fa a Prata d’Ansidonia, dove un altro operaio di 60 anni è rimasto ferito a seguito di una caduta di due metri. Anche in questo caso, il manovale era al lavoro all’interno di un cantiere della ricostruzione. Ed è proprio l’opera di ricostruzione delle aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016 il filo conduttore che ha legato molte delle tragedie avvenute in provincia dell’Aquila. (l.p.)
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