Quelli che non lavorano più: «Aspettiamo ristori da maggio»

26 Febbraio 2021

La manifestazione di baristi, ristoratori, maestri di sci e artisti si è tenuta davanti alla Regione  Antonelli: «Abbiamo interi settori erroneamente demonizzati perché ritenuti luoghi di contagio»

L’AQUILA. “Diritto al lavoro”, “Lavoro negato”, “Teste di sabbia”. È andata in scena ieri, davanti all'Emiciclo, la manifestazione del Comitato spontaneo lavoratori Abruzzo, costituito da esercenti, ristoratori, commercianti, artisti, maestri di sci, operatori della montagna, gestori di b&b. Gli operatori hanno manifestato per chiedere, tra le altre cose, anche conto dei ristori che la Regione ha annunciato a maggio 2020 e che ancora non eroga. Si parla dei fondi del Cura Abruzzo 1 e 2. «A un anno dal primo caso Covid non possiamo più parlare di emergenza, ormai questa situazione sta diventando la normalità», si sente da un megafono. «È impensabile», sottolinea Aleandro Mariani artista e imprenditore, tra i fondatori del movimento, «continuare ad avere disposizioni la sera per la mattina, ci devono dire se intendono farci lavorare o se le nostre categorie devono scomparire. La situazione è di fortissimo disagio, le imprese hanno già difficoltà a resistere in situazioni ordinarie nei piccoli centri dell’entroterra, nella situazione attuale rischiano di chiudere per sempre».
Decine le persone intervenute a sostegno del comitato che presenta un manifesto con le richieste, contenute in 19 punti, che vanno dai ristori ai finanziamenti pubblici per acquistare macchinari per la sanificazione, passando per la riapertura immediata di tutte le attività, attraverso il ricorso a protocolli sanitari chiari e definitivi, aprendo i confini tra le regioni di colore giallo per fini turistici.
«Siamo al collasso», ha sottolineato il professionista della montagna Igor Antonelli. «Ma bisogna osservare che è discriminata solo una porzione della società, settori demonizzati perché ritenuti luoghi di possibile contagio. Invece, noi tutti siamo in grado di garantire sicurezza per gli utenti. Ci sentiamo una categoria discriminata, ormai abbiamo una tecnologia che ci consente persino di gestire chi sta facendo attività sportiva in una palestra o è sopra una seggiovia. Ma qui abbiamo ancora un tempo medio di evasione dei tamponi che si aggira intorno alle 48 ore».
Al presidio si sono affacciati il vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente e i consiglieri Simone Angelosante ( di maggioranza) e Americo Di Benedetto (d’opposizione).
I manifestanti hanno criticato, invece, l'assenza del presidente della Regione, Marco Marsilio. «È davvero inutile che Fratelli d’Italia , il partito del presidente della Regione, vada in giro a sostenere l’importanza della montagna e la necessità di sostenere le imprese per poi neppure presentarsi qui oggi».
I manifestanti, al termine del sit in, hanno risollecitato la riapertura immediata di tutte le attività legate al turismo montano con protocolli sanitari chiari e definitivi.
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