«Questo fiore emblema di pace»

L’auspicio del sindaco Biondi. Messaggio anche dalla deputata Pezzopane
L’AQUILA. «Quei secondi interminabili di paura e di disperazione, quel boato che squarciava il buio della notte, le grida, i richiami che si rincorrevano, i brandelli di stucchi e architravi, i cornicioni sulle macerie, la polvere che saturava l’aria». Così il sindaco Pierluigi Biondi ha riportato alla mente quegli interminabili attimi in cui la distruzione si è unita alla disperazione. «Pensiamo ora a quei secondi che, non per la natura che scuote la terra, ma per la volontà di alcuni uomini, si ripetono e ancora si ripetono, giorno dopo giorno, nel cuore dell’Europa, teatro di una ingiustificabile guerra di aggressione», ha proseguito il primo cittadino nel suo discorso di chiusura in occasione della fiaccolata del XIII anniversario del sisma, «pensiamo a Bucha, cittadina alle porte di Kiev, terra violata e oltraggiata, dove sono stati perpetrati veri e propri crimini di guerra. E, poi, pensiamo al nostro braciere, che è stato acceso nel Parco della Memoria da uno degli atleti della nazionale di ciclismo dell’Ucraina. È stata una sorta di passaggio del testimone, per dire che il loro dolore è il nostro dolore e che li esortiamo a tenere viva la speranza anche per la piccola Zlata, la prima ucraina nata nei giorni scorsi all’Aquila. Viva come la fiamma del braciere che precede il rosario dei nomi dei 309 nostri concittadini, vittime di un destino ingiusto, che da tredici anni invochiamo come una preghiera. In questa giornata, che sta per iniziare, dedicata al ricordo, il nostro auspicio è che il Fiore della Memoria possa toccare i cuori dei potenti del mondo, diventando un simbolo di pace per tutti».
«C’è un prima e c’è un dopo; pochi secondi sono diventati l’unità di misura del nostro tempo tra ciò che eravamo fino alle 3:32 e ciò che siamo diventati. Inevitabilmente, le nostre vite sono cambiate», scrive nel suo messaggio alla città l’onorevole del Pd, Stefania Pezzopane, «lo scorrere dei nomi delle 309 vittime, ogni anno, ci riporta ferocemente a un dolore indicibile, riapre una ferita che non si rimarginerà mai, riunisce la nostra comunità nel ricordo struggente di chi non c’è più ma, da allora, si è fatto presenza costante. Lo scorrere dei nomi delle 309 vittime, ogni anno, ci richiama alle nostre responsabilità, all’impegno di una collettività che è stata chiamata a ricostruirsi, in senso fisico e immateriale, a farlo da sola, assumendo pienamente il peso di una missione. Ricostruire, per esserci di nuovo», ha concluso la parlamentare, «L’Aquila nuova, sicura, inclusiva, accogliente, green, capace di nutrire la memoria coltivando un futuro da assicurare ai nostri giovani è la sfida e l’impegno che rinnoviamo nel giorno del ricordo».

