Qui nel 1943 furono catturati i nove martiri aquilani

25 Maggio 2019

COLLEBRINCIONI. All’ingresso del paese c’è una scritta: Collebrincioni paese libero. Qui nel 1943 furono catturati dai nazifascisti nove giovani aquilani che intendevano unirsi ai partigiani. Furono...

COLLEBRINCIONI. All’ingresso del paese c’è una scritta: Collebrincioni paese libero. Qui nel 1943 furono catturati dai nazifascisti nove giovani aquilani che intendevano unirsi ai partigiani. Furono uccisi dove oggi c’è la caserma Pasquali. Nella piazza, proprio a fianco alla chiesa, un monumento ricorda il sacrificio dei IX Martiri aquilani. In un documento stilato qualche mese fa, il gruppo che oggi si batte contro il poligono di Monte Stabiata scriveva: “Dal 1957 non siamo più un paese libero ma militarizzato, durante le esercitazioni, logicamente, vi è una limitazione della libertà personale di escursionisti, turisti, ciclisti e quant’altro, che vengono respinti dalle sentinelle posizionate in vari punti. Tutto ciò reca danno anche all’economia del paese, in cui vi è solo un piccolo negozio di generi alimentari e un circolo ricreativo. Il nostro paese, Collebrincioni, ha fatto della pace, del silenzio, della quiete, dell’aria salubre uno stile di vita, ma tutto ciò è stato fortemente compromesso soprattutto dalla situazione che stiamo vivendo da qualche anno, in quanto a causa della chiusura di una decina di poligoni militari nel Centro Italia, si sono riversati nel poligono di Monte Stabiata tutti contingenti che effettuano esercitazioni durante la maggior parte della settimana”. (g.p.)