Quintali di trote in fiumi e canali

11 Maggio 2017

Ripopolamenti per Aquilano, Marsica e Valle Peligna. Berardinetti: «Incentiviamo la pesca sportiva»

CAPISTRELLO. «Incentivazione della pesca sportiva e professionale sull’intero territorio abruzzese e misure straordinarie per combattere il fenomeno della pesca di frodo: sono alcuni dei prossimi obiettivi da perseguire per una corretta gestione dei corsi d’acqua».
È quanto dichiara il presidente della Commissione pesca del consiglio regionale, Lorenzo Berardinetti.
Si sono concluse positivamente nei giorni scorsi le operazioni di semina ittica, sono stati oltre 40 i quintali di trote reimmesse nelle acque appartenenti alle specie autoctone di assoluta qualità come la Fario e Mediterranea, provenienti dal Centro ittiogenico sperimentale e di idrobiologia dell’Aquila.
«Dopo l’approvazione della nuova legge», ha spiegato Berardinetti, «che gestisce la fauna ittica e disciplina la pesca nelle acque interne, è stato fatto un altro passo importante a garantire un equilibrio dinamico e una corretta gestione tanto della fauna ittica quanto dei corsi d’acqua. L’intervento di ripopolamento ha interessato tutto il territorio regionale».
In provincia dell’Aquila i ripopolamenti hanno interessato San Demetrio, Stiffe, Fossa, Paganica, Terranera, Coppito, Pizzoli e Barete con interventi che hanno coinvolto i fiumi Vetoio e Vera. Per l’area marsicana e nel Carseolano, aree con una grande tradizione per la pesca sportiva, i ripopolamenti hanno interessato Celano, Ortucchio, Pescina, Trasacco, Tagliacozzo e Carsoli, con una cospicua immissione effettuata nei canali del Fucino e nei fiumi Giovenco, Turano e Imele.
Ancora, nell’area rovetana (Capistrello, Civitella Roveto, Canistro, San Vincenzo) l’intervento è stato rivolto in particolar modo al fiume Liri. Infine, per il versante della Valle Peligna (Sulmona e Pratola), l’intervento di ripopolamento ha interessato i fiumi Gizio e Sagittario.
«Seguirà un altro ripopolamento con trote cosiddette pronto pesca e trotelle, sempre provenienti dagli avannotti del Cisi», ha concluso Berardinetti, «in modo da garantire le diverse necessità dell’ecologia fluviale».
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