Raccolta di firme contro il “tempio crematorio”
San Demetrio, petizione contesta il progetto del Comune. L’accusa: è inquinante Il sindaco: timori infondati , daremo invece un servizio sempre più richiesto
SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. Un paese in rivolta contro la realizzazione di un tempio crematorio, a servizio dei comuni che ne faranno richiesta. Accade a San Demetrio Ne' Vestini, centro della Valle Subequana, che si è candidato ad ospitare il primo forno per la cremazione delle salme in Abruzzo. A due settimane dall'approvazione del project financing, da parte del consiglio comunale guidato dal sindaco, Silvano Cappelli, è scattata una raccolta di firme per dire "no" all'iniziativa. Il timore della popolazione locale è che «l'impianto, a causa dei fumi prodotti, posso avere un impatto nocivo, facendo salire vertiginosamente la soglia dell'inquinamento dell'aria e dell'ambiente». Dubbi messi nero su bianco in una petizione che finirà sul tavolo del sindaco Cappelli, che ha indetto per il prossimo 15 dicembre, alle 18, alla sala Aurora, un incontro pubblico sul tema "Prospettive delle nuove politiche cimiteriali".
Alla conferenza cittadina prenderanno parte anche Michele Marinello, responsabile di sviluppo Altair e Marcello Peretti, direttore tecnico della società, che ha proposta la costruzione dell'impianto, oltre a Matteo Ratazzi, amministratore Vesa, la Verbano Servizi ambientali. Una riunione che i detrattori del progetto considerano «tardiva. Il sindaco» dicono i promotori della raccolta di firme «avrebbe dovuto consultarsi con la cittadinanza prima dell'approvazione del progetto, non a cose fatte».
Il tempio crematorio, inserito nel programma di ampliamento dell'attuale cimitero monumentale di San Demetrio, ha spaccato il paese in due: favorevoli e contrari. Questi ultimi, più numerosi, adducono una serie di motivazioni che giustificherebbero l'opposizione totale alla costruzione di un forno per la riduzione in cenere dei corpi dei defunti. E se al primo posto c'è la tutela della salute dei cittadini «anche i risvolti economici per le casse comunali non sembrano, poi, così appetibili, dato che l'amministrazione incasserà una tassa di ingresso delle salme pari a 50 euro» dicono. Cappelli rassicura: «L'impianto non avrà alcun effetto impattante sull'ambiente, né sui cittadini. E' sicuro e controllato. Esiste una precisa normativa che regolamenta il corretto funzionamento dei queste strutture, che non incidono negativamente sulla salute». Secondo il sindaco, si tratta solo «di un servizio che San Demetrio intende offrire alla comunità locale e ai comuni che ne faranno richiesta».
Il tempio crematorio sorgerà all'interno dell'area di ampliamento dell'attuale cimitero, alle porte del centro abitato. L'impianto verrà gestito dalle società Altair ed Edilner, leader nel settore.
Un'idea nata sulla spinta delle tendenza attuale in materia di cremazione: la percentuale delle salme cremate in Italia oscilla tra lo 0,1% e lo 0,8% «ma» conclude Cappelli, «è destinata a crescere per la mancanza di spazi adeguati per la tumulazione. Anche la Chiesa ha mostrato un'apertura, emanando una sorta di "legge quadro" sulla cremazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

