Raccolta di patate, si torna in testa: l’Abruzzo supera l’Emilia Romagna

23 Agosto 2022

Cominciata la raccolta: due milioni di quintali di alta qualità. Del Corvo: «Attenti alle speculazioni» Ma sui prezzi è presto per fare bilanci poiché legati alla possibilità di stoccaggio nei magazzini

CELANO. L’Abruzzo con il Fucino torna a essere la prima regione d’Italia per la produzione di patate e quest’anno si prospetta una stagione positiva. Gli agricoltori hanno già iniziato a raccogliere il prodotto e la qualità, ancora una volta, sembra essere di altissimo livello. Per fare bilanci sui prezzi, però, è ancora troppo presto. Chi infatti opera in autonomia e non ha la possibilità di stoccare il prodotto nei magazzini, è costretto a vendere al migliore offerente le patate anche perdendoci qualche euro a quintale. Chi invece si è organizzato e, solo dopo aver completato in parte o del tutto il raccolto, inizia a venderlo non subisce speculazioni di alcun genere.
Nel Fucino si coltivano 2 milioni e 200mila quintali di patate l’anno (numeri che verranno quasi del tutto confermati), di cui 450mila quintali sono certificati Igp. Un dato importante che ha fatto balzare l’Abruzzo in testa alla classifica delle regioni produttrici superando di fatto l’Emilia Romagna. Nel Fucino vengono coltivati 4mila ettari e gli agricoltori arrivano a raccogliere 500 quintali a ettaro.
«La raccolta è iniziata già da qualche giorno», ha spiegato il direttore del Consorzio di tutela, Mario Nucci, «qualcuno ha già iniziato a commercializzare e la situazione sembra per ora essere normale. I prezzi non si stabilizzano ancora, è troppo presto, bisogna aspettare qualche mese per vedere come andrà. Chi non ha impegni per la consegna del prodotto, ma è nel mercato libero è soggetto all’andamento dei prezzi». Se per gli agricoltori non associati che quindi non hanno modo di stoccare i tuberi marsicani e devono venderli quanto prima a dettare i prezzi è il mercato, per le patate della filiera Igp la situazione è nettamente diversa. L’Osservatorio permanente, con la partecipazione del consiglio d’amministrazione e dei confezionatori che fanno parte della filiera Igp patata del Fucino, ha già indicato un prezzo di partenza di vendita a 0,35 euro al chilo. Gli agricoltori autonomi invece per ora stanno vendendo almeno a 8 centesimi in meno al chilo, cioè 27 centesimi.
«Quest’anno non ci possiamo lamentare per la qualità delle nostre patate che è ottima», ha commentato Sante Del Corvo, direttore di Covalpa Abruzzo, «poi non va sottovalutato il meteo di questo periodo che ci sta aiutando molto. Sulla quantità, a mio avviso, da una prima stima possiamo dire che sembra esserci rispetto agli altri anni circa un 10% in meno. Ma bisognerà aspettare almeno ottobre prima di fare bilanci. Questo purtroppo è il periodo in cui c’è grande speculazione, in cui chi non si è organizzato con lo stoccaggio è costretto a vendere in base ai prezzi del mercato. Posso dire, però, sicuramente che questa è un'annata positiva».
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