Raccolta illegale di tartufi, 70enne nei guai

25 Gennaio 2019

Il pensionato di Avezzano fermato sui monti di Cocullo: 400 euro di multa per aver scavato il terreno

di Massimiliano Lavillotti COCULLO. Raccoglieva tartufi con attrezzatura vietata ed è finito nella rete dei carabinieri forestali che lo hanno fermato, multato e denunciato. Nei guai è finito un pensionato di Avezzano, P.F., accusato di raccolta irregolare dei pregiati tuberi nel territorio del comune di Cocullo. Il 70enne è stato individuato dai militari del comando stazione di Scanno mentre raccoglieva tartufi sulle montagne praticando la lavorazione del terreno e adoperando attrezzature di tipo vietato. Pur essendo in possesso del regolare tesserino di idoneità per la ricerca e per la raccolta del tartufo, è stato sanzionato in base a quanto disposto dalla legge regionale con un’ammenda di 400 euro per aver ricercato e raccolto tartufi con modalità diverse da quelle previste dal regolamento. L’uomo ricercava tartufi effettuando scavi e zappature nel terreno mediante l’utilizzo di un vanghetto. Al momento dell’arrivo dei carabinieri forestali, il pensionato aveva fatto alcuni scavi sul terreno precedentemente battuto e sondato tramite un bastone di legno e senza l’ausilio del cane. Inoltre, gli scavi e le zappature non erano state ripianate con il terreno appena escavato, proprio come è previsto dalla norma vigente. «Negli ultimi anni il settore della tartuficoltura ha fatto registrare un forte sviluppo», commenta il tenente colonnello Antonio Renato Rampini, comandante del Nipaaf L’Aquila, «basti pensare all’alto numero dei raccoglitori che pagano la tassa di concessione. Alla crescita del settore è corrisposta però una preoccupante e a volte irreversibile erosione del patrimonio tartuficolo naturale, a causa del mancato rispetto delle regole. Il nostro impegno è contrastare il fenomeno della raccolta abusiva anche a tutela del territorio e di un bene patrimonio di tutti». Oltre a non rispettare le quantità giornaliere consentite, gli orari e i periodi di raccolta, ciò che preoccupa di più sono infatti le modalità spesso “predatorie” e contro legge con cui si cercano e raccolgono tartufi. Le modalità di raccolta non conformi alla norma finiscono per arrecare notevoli danni agli ecosistemi tartufigeni. Tutto ciò minaccia la conservazione di una risorsa unica dell’Abruzzo, dove si contano almeno 28 varietà di tartufo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA