Raccolta tartufi, restano i divieti

5 Maggio 2015

Niente raccolta per i non residenti, chiesto l’ok alla Regione

CASTEL DI SANGRO. Non torna indietro l’amministrazione comunale di Castel di Sangro sul divieto della raccolta dei tartufi ai non residenti, nonostante le polemiche dei giorni scorsi.

La giunta municipale, presieduta dal sindaco Umberto Murolo, ha chiesto alla Regione di approvare l’elenco dei terreni liberi gravati da uso civico sui quali applicare l’esercizio dei diritti di raccolta dei prodotti del sottobosco riservati dalle nuove disposizioni degli amministratori locali solo ai naturali residenti.

«Vogliamo semplicemente salvaguardare i diritti dei nostri cittadini» commenta Angelo Caruso, vicesindaco di Castel di Sangro «a causa della presenza massiccia e costante di cercatori che sta distruggendo le tartufaie del territorio in modo irreparabile».

Intervenendo per la tutela dei prodotti secondari dei boschi e dei pascoli, il consiglio comunale ha stabilito recentemente che la raccolta è riservata esclusivamente ai residenti. Per praticare la raccolta dei tartufi nel territorio comunale i raccoglitori, oltre al tesserino, dovranno d’ora in poi essere in possesso di un attestato del requisito di “cittadino abitante”.

Contro la deliberazione dell’amministrazione municipale si è schierata invece l’Associazione micologica tartufai abruzzesi (Amta), che ha chiesto la libera ricerca dei tartufi in tutto il territorio comunale. «Con grande stupore abbiamo letto la delibera consiliare» commenta Gabriele Caporale, presidente dell’Amta «chiedendo immediatamente alla Regione Abruzzo di annullare la decisione del Comune».

Ma l’amministrazione comunale non è affatto intenzionata a tornare sui propri passi. «Ogni anno che passa si assiste a una riduzione della raccolta dei vari tipi di tartufo» aggiunge Caruso «e in particolare di quello bianco che è il più ricercato».

Massimiliano Lavillotti

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