Raccolta tartufi solo per residenti? L’Associazione: «Delibera nulla»

11 Aprile 2015

CASTEL DI SANGRO. Chiede la «libera ricerca» in tutto il territorio comunale l’Associazione micologica tartufai abruzzesi (Amta) che, dopo la recente decisione del Comune di Castel di Sangro di...

CASTEL DI SANGRO. Chiede la «libera ricerca» in tutto il territorio comunale l’Associazione micologica tartufai abruzzesi (Amta) che, dopo la recente decisione del Comune di Castel di Sangro di riservare la raccolta dei tartufi esclusivamente ai residenti, protesta per il provvedimento e invita la Regione ad annullare la deliberazione del consiglio comunale. «Con grande stupore abbiamo letto la delibera del consiglio comunale» commenta Gabriele Caporale, presidente dell’Amta «che è nulla per due ordini di motivi: innanzitutto gli usi civici non prevedono la raccolta dei tartufi e poi nessun Comune può diversificare le condizioni tra residenti e non residenti. Abbiamo chiesto alla Regione di verificare l’operato del Consiglio comunale e di adoperarsi immediatamente affinché la delibera vanga annullata». L’Associazione dei tartufai abruzzesi ha sede a Perano, nel Chietino, e opera dal 1995. Numerose sono le vittorie al Tribunale amministrativo regionale (Tar) contro le riserve e ogni tentativo di limitare la ricerca del tartufo da parte degli amministratori locali senza averne diritto. «Spesse volte dietro la tutela ci si nasconde per riservarsi la raccolta» aggiunge Caporale «ma la nuova legge regionale, che è stata redatta anche con la nostra collaborazione, fortunatamente va in direzione opposta». Per praticare la raccolta dei tartufi nel territorio comunale, in base alle disposizioni degli amministratori, i raccoglitori, oltre al tesserino, dovranno essere in possesso di un attestato del requisito di «cittadino abitante». Secondo il Comune la presenza massiccia e costante di cercatori sta distruggendo le tartufaie del territorio in modo irreparabile.

Massimiliano Lavillotti

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