Raccolta uva, sale la qualità e aumenta la produzione

La cantina cooperativa del Fucino: «Più che buoni i risultati dei primi test» Ma il numero dei viticoltori è in calo e tanti sono i vigneti in totale abbandono
AVEZZANO. Bacco generoso con i viticoltori della Marsica. La stagione di raccolta 2018, entrata nel vivo in questi giorni, si annuncia di ottima qualità per i circa 100 produttori soci della cantina cooperativa agricola del Fucino. «I primi test sulla gradazione», afferma il presidente della cantina-cooperativa, Lorenzo Savina, «sono più che buoni: l’annata 2018, al contrario delle due precedenti, rovinate dal gelo di primavera, segna un deciso incremento del livello di qualità e un discreto aumento della produzione. Alla fine si stima un raccolto di poco inferiore ai 1.000 quintali di uva, però di altissimo livello qualitativo».
La cantina-cooperativa del Fucino, che ha aperto la stagione del ritiro dell’uva, per i prezzi segue l’andamento della borsa merci di Pescara, con una piccola aggiunta. Un’annata abbastanza soddisfacente, quindi, per il presidente della cooperativa, anche se molto lontana dagli splendidi anni ’70, quando i vigneti erano tutti in piena attività.
«A quei tempi», ricorda Savina, «la produzione di uva raggiungeva i 7-8 mila quintali, mentre i viticoltori superavano le 400 unità». Via via il lavoro nei vigneti ha perso appeal e il numero dei viticoltori di Paterno, Celano, Pescina, Scurcola Marsicana, Aielli, e di altri centri della Marsica si è drasticamente ridotto. Oggi la maggior parte dei vigneti è in abbandono. «Eppure», continua il presidente Savina, «qui sia il clima che l’altezza sono l’ideale anche per la produzione di spumante di alta qualità favorita dai forti sbalzi termici. Per ridare una spinta al rilancio di quest’attività, che nelle altre aree dell’Abruzzo viaggia ad altissimi livelli, servirebbe uno stimolo forte della Regione per incentivare i giovani, soprattutto in questa lunga fase di crisi, ad avviare piccole aziende legate alle ricchezze del territorio finite in disuso. Si potrebbe creare lavoro e rimettere in produzione centinaia di ettari di vigneti».
Per il presidente Savina, quindi, la viticoltura, in aggiunta alla produzione agricola del comprensorio fucense, può rappresentare un valido strumento per dare un “calcio alla crisi”. (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

